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Politica, Mario Monti al veleno: “Letta, ti sei inginocchiato al Pdl”

Il prof. Mario Monti avevamo imparato a conoscerlo sotto una veste di austerità e glaciale distacco, dovuti, necessari, inevitabili e impostici dall’alto, per volere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il “governo dei professori”, il suo, che avrebbe dovuto -con manovre politico-economiche dolorose- salvare l’Italia dallo sfacelo, poiché lo spread impazzava e lo spettro del baratro che ci avrebbe condotto al fallimento come la Grecia era sempre più vicino. Avrebbe dovuto restare ‘super partes’ allo scadere del suo mandato di 12 mesi, invece non è andata così. Mario Monti è uscito dalla sua apparente imparzialità e si è schierato, eccome se si è schierato. Ha fondato Scelta Civica, inglobando l’anima dell’Udc di Pierferdinando Casini e si è candidato alle elezioni politiche del 25 febbraio 2013. Ma il sodalizio è durato ben poco.

Mauro e Casini Udc

A qualche giorno dalle sue irrevocabili dimissioni, il prof. Monti spiega ai microfoni di Lucia Annunziata“In 1/2 Ora” le motivazioni della sua decisione: “Questa formula e questo presidente del consiglio sono la miglior cosa che questo paese possa avere. Ma vorrei che fosse veramente il governo del fare, ma per l’atteggiamento di Pd e Pdl sta diventando il governo del disfare. Ovviamente Scelta Civica non minaccia niente, ma abbiamo il dovere di indicare qual è secondo noi la strada giusta e il presidente Letta ha concordato che un contratto di coalizione ci voglia. Altrimenti finirà ancora ad inginocchiarsi davanti al Pdl, come ha fatto con l’Imu. Perché si scrive governo Letta, ma si legge Brunetta”.

Ne ha per tutti, non risparmia nessuno. Ma i bersagli delle sue ‘picconate’ sono soprattutto gli ex alleati di partito Casini e Mario Mauro, attuale ministro della Difesa, cui lancia la stoccata: “Sì, io mi considero un dilettante della politica, se professionista significa saper usare il navigatore nel modo in cui hanno dimostrato in questi giorni alcuni politici”. Non si fa attendere la replica di Casini che rigetta l’accusa mossagli dal professore secondo cui la scelta di certe sue collocazioni politiche sarebbe dettata esclusivamente da convenienze e tornaconto personale, e al TG5 dice la sua: “Monti critica la politica del Gps, ma vorrei ricordare scherzosamente che a lui il Gps è servito per andare prima a Palazzo Chigi e poi per rimanerci un anno’’.

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