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Polizia sfidata da una donna: il 113 intasato con telefonate mute, ecco cosa è successo

Sfidare la Polizia di Stato a colpi di telefonate? È possibile farlo ma si rischia grosso. È quanto accaduto a una donna di Genga, in provincia di Ancona, che dopo 2 giorni di molestie nei confronti del Commissariato locale è stata denunciata per ‘interruzione di pubblico servizio’. Il motivo? Oltre 200 ‘telefonate mute’ recapitate al 113 di Genga che hanno bloccato la linea per le reali emergenze.

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La donna, una 43enne del posto, contattava il 113 per richieste d’aiuto inesistenti che costringevano il poliziotto di turno a rispondere alle chiamate. La storia è andata avanti sia di giorno che di notte per oltre 48 ore. Inoltre, la donna di Genga ha iniziato a ‘sfidare’ la Polizia con frasi come: “Non mi beccherete mai” e “non riuscirete a trovarmi.” Beh, forse avrà fatto male i conti perché le forze dell’ordine l’hanno localizzata e, una volta arrivati in casa, le hanno sequestrato il telefonino con cui ha avviato la sua attività di stalking nei confronti della Polizia.

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La donna di Genga è stata  denunciata per violazione dell’articolo 350 del Codice Penale che recita: “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno. I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a 5 anni.”

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