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Polmonite a Brescia: “La legionella? Trasmessa dall’aria, ecco come”

Polmonite a Brescia. La legionella è il batterio che sta spaventando il nord Italia in questo mese di settembre. La legionellosi o Malattia del legionario è una malattia infettiva che colpisce l’apparato respiratorio, causata principalmente dal batterio Legionella pneumophila. Le legionelle, che esistono comunque in una cinquantina di specie batteriche diverse, si annidano nell’acqua e sono trasmesse attraverso l’acqua nebulizzata, per inalazione. Si è tornati a parlarne dopo che 26 persone hanno contratto l’infezione nel Comune di Bresso (Milano), tre delle quali – anziane e immunocompromesse – sono morte per complicazioni polmonari.  Le legionelle prediligono i bacini idrici naturali e artificiali, e le temperature comprese tra i 25 e i 55 °C. Al di sopra o al di sotto di questa soglia, non sopravvivono. Si possono annidare in acque sorgive, comprese quelle termali, in fiumi, laghi, fanghi. Da qui possono raggiungere condotte e impianti idrici cittadini, come fontane, piscine, tubature, o gli impianti sanitari delle abitazioni.

Polmonite a Brescia: legionella trasmessa dall’aria

Come riporta il Corriere della Sera nell’edizione odierna: “È stata l’aria, non l’acqua del fiume Chiese né tantomeno degli acquedotti, a veicolare il batterio della legionella che ha contagiato 405 persone tra Bassa Bresciana orientale e Alto Mantovano. La svolta è arrivata lunedì 17 settembre, quando i laboratori dell’Agenzia per la tutela della Salute di Brescia (Ats) hanno ufficializzato la presenza del batterio in nove dei dieci campioni prelevati dalle torri di raffreddamento di tre grandi impianti industriali della zona: una cartiera a Montichiari, un’acciaieria a Calvisano e un’azienda meccanica di Carpenedolo”. Batterio legionella nel tribunale di Roma

Polmonite a Brescia: legionella trasmessa dall’aria, come è possibile?

E ancora, il Corriere della Sera spiega: “Il batterio può aver proliferato nel serbatoio d’acqua di una di queste aziende chiuse per ferie in agosto, aiutato dalle elevate temperature estive» ha spiegato il direttore generale di Ats, Carmelo Scarcella. Con la ripresa delle attività potrebbe essersi propagato per chilometri, trasportato dal vento e dai temporali. Altre torri di raffreddamento potrebbero aver creato un effetto eco, ‘rilanciando’ l’aerosol contagioso”.

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