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Ponte Morandi, un anno dopo: nato malato e mai curato

Un anno fa, 14 agosto 2018, alle 11:36 crolla il Ponte Morandi di Genova. 43 morti, oltre 500 sfollati, una Genova divisa in due, tanta disperazione e dolore. La Procura inizia subito a indagare mentre le ruspe si danno da fare per rimuovere le macerie. Il crollo del ponte ha lasciato un vuoto nel cuore di molti e sgomento in altri. Cosa è successo? Perché è crollato?

ponte morandi cerimonia

La cerimonia

E’ passato un anno esatto ed ormai il Ponte Morandi non c’è più. Sono già iniziati i lavori per la ricostruzione di un nuovo e più solido ponte.  Oggi Genova è immersa nel ricordo. Alle 10 del mattino si terrà la cerimonia in onore delle vittime del ponte. Si svolgerà nel capannone accanto al piazzale dell’Ikea, a pochi passi da dove sta sorgendo la prima “pila” del nuovo ponte, progettato dall’architetto genovese Renzo Piano. Qui il cardinale Angelo Bagnasco celebrerà una messa cui parteciperà anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che arriverà alle 9.35 all’aeroporto Cristoforo Colombo. Ad assistere sono attesi 185 familiari delle vittime del crollo e circa 5mila cittadini fuori dal capannone, che può ospitare un massimo di 450 persone. Ma la cerimonia non basta, i familiari delle vittime si chiedono ancora come sia potuta accadere una simili disgrazia. E se qualcuno glissa un po’ sul perché, il Fatto Quotidiano no. La redazione della rivista è andata ad indagare ed è uscito fuori che il Ponte Morandi era nato male.

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Ponte Morandi nato malato

Tra gli archivi della ditta costruttrice Condotte sbuca il fascicolo del Ponte e qui si leggono cose che lasciano davvero perplessi. Il Ponte Morandi era nato malato: poco dopo la sua inaugurazione i «cavi secondari» risultavano «spesso liberi di scorrere» mentre alcuni trefoli «non erano stati trovati dentro le guaine». Non solo: «In generale i cavi secondari nelle guaine presentano fenomeni di ossidazione e, in alcuni casi, con riduzione di sezione, i quali hanno effetti diretti sulla sicurezza strutturale». In poche parole il Ponte Morandi avrebbe avuto già bisogno di un restauro. Il problema è stato sempre arginato nonostante nel corso degli anni in molti hanno sollevato dubbi sulla stabilità del Ponte, tant’è che nel 2001 Autostrade aveva preso in considerazione di demolirlo. L’ingegnere Morandi era stato chiaro fin dall’inizio: la sua opera era un gigante debole, segnava una svolta per l’Italia ma andava curato, andava fatta un’adeguata manutenzione.

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