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Pordenone 12enne vittima di bullismo: vessata già un anno fa?

“Ho sentito la mamma gridare, allora sono uscito fuori a vedere … e ho chiamato il 118”, così un testimone oculare ai microfoni di Pomeriggio 5, che questa mattina ha visto riversa a terra la bambina di 12 anni che si è lanciata dal secondo piano del suo appartamento a Pordenone, molto probabilmente perché vittima di bullismo.

La piccola sta meglio e non rischia la vita, lo ha confermato in diretta poco fa il direttore sanitario dell’ospedale di Pordenone, dove la bambina è stata ricoverata alle 7.15 e prontamente soccorsa: “La ragazzina ha riportato fratture alle gambe, essendo precipitata in piedi, fortunatamente le sue condizioni sono tranquillizzanti ma ha subito un trauma importante alla colonna vertebrale, per questo è stata trasferita in elicottero per accertamenti all’ospedale di Udine”.

La giovane prima di gettarsi nel vuoto, ha lasciato sulla scrivania della sua camera due lettere, una indirizzata ai genitori, per chiedere scusa per il gesto che stava per compiere, ed una per i compagni di classe: “Ora sarete contenti”, lasciando intuire presunte vessazioni subite a scuola. Le lettere però portano la data della scorsa settimana, elemento, questo, che fa pensare ad un gesto premeditato. Raggiunta dai microfoni di Pomeriggio 5, la preside dell’istituto frequentato dalla bambina ha riferito che, eccezion fatta per sporadici singoli episodi, nella classe della 12enne non si sarebbero mai verificati casi veri e propri di bullismo, e che la ragazzina non avrebbe mai dato segni di disagio.

Nell’andare a ritroso, tuttavia, sono emersi dettagli all’apparenza irrilevanti sul suo comportamento che, dopo quello che è accaduto oggi, assumono un nuovo ed importante significato, che sarà certamente vagliato dagli inquirenti che si stanno occupando del caso: un bigliettino scritto e consegnato ad un insegnante, dove raccontava che alcuni compagni le avevano lanciato addosso degli oggetti, e un anno fa il bisogno di conferire con lo psicologo della scuola.

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