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Pordenone omicidio Teresa e Trifone: Giosuè Ruotolo processo d’Appello il 12 ottobre

Pordenone omicidio Teresa e Trifone ultime notizie: avrà inizio il prossimo 12 ottobre 2018 il processo d’Appello a carico di Giosuè Ruotolo, il militare campano in carcere a Belluno e condannato in primo grado all’ergastolo per il duplice delitto dei fidanzati, avvenuto il 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport ‘Crisafulli’ di Pordenone. Giosuè Ruotolo, di 29 anni, ex caporal maggiore dell’Esercito originario di Somma Vesuviana (Napoli), è stato condannato l’8 novembre scorso, con isolamento diurno per due anni, perché ritenuto colpevole del duplice delitto di Trifone Ragone, pugliese di 28 anni, e della sua fidanzata Teresa Costanza, 30enne siciliana. Le vittime sono state uccise con diversi colpi di arma da fuoco alla testa esplosi a bruciapelo mentre, seduti nell’auto e in procinto di andar via dal centro sportivo, parlavano con il loro assassino, in piedi davanti alla loro auto.

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Ruotolo mentì sull’alibi per l’ora del delitto dicendo di non essere mai uscito di casa quella sera, e solo dopo essere stato smentito dalle videocamere di sorveglianza, ammise di essere stato nel luogo del delitto proprio nel frangente temporale in cui si consumava il duplice omicidio. A processo si è sempre professato innocente nonostante una serie di evidenti indizi di colpevolezza a suo carico; è difeso dagli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, e sta scontando la pena nel carcere di Belluno.

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C’è ragione di pensare che anche in Appello l’imputato professerà la propria innocenza. La sua difesa batterà sul fatto che non vi sarebbero prove della presenza dell’ex militare nel parcheggio della palestra nei minuti in cui avveniva l’omicidio. “Nella sentenza la Corte ha collegato il periodo dei messaggi deliranti della Patrone (al tempo fidanzata di Ruotolo ndr) con il duplice omicidio … è una valutazione che ci ha sorpreso molto e che ci lascia margini per discutere meglio della posizione di Ruotolo”, aveva dichiarato l’avvocato Rigoni Stern. Secondo la Corte, Ruotolo ha ucciso la coppia (il vero obiettivo era Ragone, Teresa solo testimone scomoda) perché rischiava di essere denunciato da loro per le molestie inviate su Facebook alla ragazza, oggetto di stalking per mesi attraverso il profilo falso ‘Anonimo Anonimo’ creato da Giosuè e di cui Trifone aveva scoperto l’esistenza. Ragone affrontò a quattrocchi Giosuè e lo minacciò di denuncia. Se fosse stata aperta un’indagine, Ruotolo avrebbe dovuto rinunciare al concorso nella Guardia di finanza e dire addio alla sua carriera. Questo per la Corte di primo grado il movente del duplice delitto.

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