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Pordenone omicidio Teresa e Trifone, processo Ruotolo: in corso requisitoria pm, Giosuè condannato o assolto?

Pordenone omicidio Teresa e Trifone ultime notizie: è inizata oggi, giovedì 19 ottobre, davanti alla Corte d’Assise di Udine, la requisitoria del pubblico ministero Pier Umberto Vallerin nel processo a carico di Giosuè Ruotolo, il militare campano unico imputato per il duplice omicidio avvenuto la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Prdenone, “Crisafulli”.

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Il pm stamani, servendosi di un grafico ha illustrato la ricostruzione cronologica di tutte le tappe relative al rapporto intercorso fra l’imputato e una delle vittime, Trifone Ragone, nonché ex commilitone ed inquilino di Ruotolo. Un legame fatto inizialmente di amicizia e poi nel tempo deterioratosi, fino al picco massimo di antipatie ed incomprensioni che portarono, nel febbraio 2014, al rientro dall’operazione “Strade sicure”, Giosuè e gli altri due coinquilini (Sergio Romano e Daniele Renna, che all’epoca dei fatti condividevano con l’imputato l’appartamento di via Colombo a Pordenone) a prendere in considerazione l’ipotesi di trasferirsi per le tensioni provocate dalla convivenza con Trifone.

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Giosuè Ruotolo sarà condannato? L’ottimismo dei suoi legali

Si dice ottimista in merito alla possibile assoluzione del suo imputato, Giuseppe Esposito, avvocato che con il collega Roberto Rigoni Stern difende Giosuè Ruotolo. “Quando è cominciato questo processo con Ruotolo in custodia cautelare in carcere, si immaginava che il dibattimento dovesse servire a dare più robustezza agli indizi a suo carico. Ho l’impressione, invece, che abbia attenuato parecchio la forza degli indizi che erano stati utilizzati per emettere l’ordinanza di custodia cautelare”, ha di recente dichiarato a Il Messaggero Veneto facendo un bilancio di questo lungo processo.

Per il difensore l’impianto accusatorio a carico di Ruotolo avrebbe perso consistenza: “La vettura, le lesioni che l’imputato avrebbe subito da Ragone e che sarebbero state secondo l’accusa all’origine del litigio, in generale i rapporti intercorsi fra la vittima e l’imputato. Sono questi gli elementi che all’epoca furono ritenuti decisivi per la custodia cautelare in carcere. Anche dal punto di vista tecnico crediamo di aver fornito possibili letture della dinamica e della scena dell’omicidio alternative a quelle dell’accusa e quanto meno altrettanto attendibili”. Il 23 e 24 toccherà alle parti civili prendere parola e il 30 e 31 ottobre alla difesa. Poi, la sentenza.

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