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Post blasfemo su Facebook scatena l’ira di 10 uomini, morte una donna e 2 bambine

Ennesima tragedia nel Pakistan orientale. La causa questa volta è imputabile a un post, considerato blasfemo, scritto su Facebook. Lo avrebbe scritto un membro della setta islamica Ahmadiyya nel diario di un amico sannita. Così, un gruppo formato da oltre dieci uomini armati, secondo quanto dichiarato da Malik Asghar, funzionario di polizia, ha attaccato, disseminando petrolio e appiccando fuoco, nella città di Gujranwala , il quartiere residenziale della Ahmadiyya poco dopo la mezzanotte di domenica.

facebook post blasfemo morte donna e bambine

Sfortunatamente questo attacco ha causato tre vittime: una donna di circa 50 anni e le due nipoti del membro della setta, una di sette e all’altra di un anno. In Pakistan non è la prima volta che capitano situazioni simili. Soprusi e omicidi di membri di minoranze religiose sono molto frequenti.

L’accusa di blasfemia è perseguibile dalla legge. La condanna a morte è una delle pene che si potrebbe scontare. Basti pensare che dal 1986 a oggi circa 1.300 persone sono state accusate di blasfemia e circa 60 sono state uccise prima della conclusione del processo. Lo conferma l’ufficio diritti umani del ministero per gli Affari legislativi pakistano.

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