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Post-ferragosto: le spiagge-discarica

Il Bel Paese, il nome con cui ci piace indicare la nostra amata patria, per le bellezze artistiche e naturali offerte, per il clima mite, per la bontà delle sue cucine tipiche locali, spesso non è altrettanto bello in termini di senso civico ed educazione da parte dei suoi abitanti.

Capaci oggi 2

Un recente servizio fotografico-denuncia, condotto dal Giornale di Sicilia, e pubblicato sul proprio sito, ha messo in evidenza come le più belle spiagge siciliane siano state deturpate e ridotte a vere e proprie discariche, per l’uso scellerato e senza regole ad opera dei soliti vacanzieri di ferragosto. Capaci, Isola delle Femmine, Sferracavallo, Lido delle Pergole, Palma, sono davvero tante le località rinomate e perfino le riserve naturali ridotte a veri e propri immondezzai ad opera dei turisti.

Il servizio fotografico apre la sua rassegna con il lido di Capaci, dove è possibile vedere ovunque, tra ombrelloni e bagnanti, cumuli di rifiuti, sacchetti di plastica, fogli di giornale. Insieme a vari tipi di tende da camping o accampamenti improvvisati a mo’ di profughi. Stesso scenario sulle spiagge di Sferracavallo, a pochi chilometri da Palermo.

Isola delle femmine - Cassettiera

Spostandosi sulla famosa Isola delle Femmine (il cui nome sembra evocare un mitologico luogo paradisiaco, abitato da avvenenti signorine) a troneggiare, invece, tra cabine e ombrelloni, sono i resti di una cassettiera, circondata da bidoni e cassonetti della spazzatura e una miriade di piatti di plastica usati, resti di cibo, avanzi di ogni genere disseminati tutti intorno, a completare una coreografia davvero sconfortante.

Tanti i lidi fotografati dalla cronista del giornale Rossella Puccio, trovati pieni di rifiuti: oltre l’onnipresente plastica anche coperte usate, stracci, resti dei soliti falò romantici (ma che in mezzo ai cumuli di bottiglie di birra lasciati dagli innamorati, di romantico avevano ben poco) e perfino un improvvisato barbecue, usato per arrostire l’agnello e le salsicce di ferragosto. Solo che, dopo aver banchettato e libato con i bicchieri (rigorosamente di plastica), si sono “dimenticati”  di smontarlo, lasciandolo lì assieme ai bicchieri e ad altra immondizia, ignari di un cartello improvvisato che avvertiva di mantenere la spiaggia pulita. Forse, chi ha compiuto questo scempio, non sapeva leggere anche se, probabilmente, apparteneva alla nobile società, visto che tra i rifiuti è stata trovata perfino una pregiata bottiglia di “Moet & Chandon“, ovviamente vuota.

Accampamento Sferracavallo

È un fatto di cattiva educazione“, ribatte il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Ma qui la questione è ben più seria. I rifiuti di plastica, infatti, rappresentano un concreto pericolo per la salute dei bagnanti che con indifferenza continuano a soggiornare su queste spiagge, perché tali oggetti, arroventati dal sole e dalla sabbia bollente, tendono a sciogliersi rischiando di ustionare i piedi di qualche malcapitato. Altri bagnanti, invece, si lamentano per il pericolo di infezioni che possono scaturire da avanzi di cibo e, non di rado, da rifiuti organici (soprattutto bottiglie di birra usate per farci dentro la pipì), che attirano mosche e altri insetti.

Ma il Giornale di Sicilia non è il solo ad aver denunciato il deturpamento delle spiagge. Anche i volontari dell’Associazione Mare Amico hanno documentato il degrado che dilaga su spiagge e lidi della costa agrigentina, girando alcuni video che hanno consegnato agli organi competenti, insieme ad una loro denuncia formale.

Lido delle Pergole

Le forme di deturpamento di una zona costiera considerata una delle “perle del Mediterraneo” non riguardano solo l’immondizia lasciata sulla sabbia. Al Lido delle Pergole a Realmonte, ad esempio, la spiaggia è stata trasformata in parcheggio selvaggio per le macchine mentre, invece, a Palma, luogo eletto a riserva naturale, oltre ai bagnanti tra gli scogli è possibile vedere prendere il sole anche da resti di copertoni.

A San Leone il problema è rappresentato dalla schiuma degli scarichi fognari, visto che i villeggianti proprio non sono in grado a leggere i cartelli di divieto (anche quelli che proibiscono tassativamente la balneazione) e si fanno una bella nuotatina  in quelle “invitanti” acque. C’è da sperare che prima della fine dell’estate Arpa, ASL, Vigili Urbani, Polizia Provinciale, effettuino i dovuti controlli, come annunciato dai rispettivi portavoce.

Sicuramente, la Sicilia non è la sola né una delle poche regioni a soffrire dell’incuria dei bagnanti e di chi dovrebbe controllare. La maleducazione non conosce geografie ma solo assenza di regole.

Buone vacanze, e siate rispettosi con il mare. Perché tutto quello che gli darete, ve lo restituirà centuplicato. Anche l’immondizia!

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