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Prato, uccise la fidanzata poi si tolse la vita: il padre gli intesta fondazione anti violenza, è polemica

Prato, uccise la fidanzata poi si tolse la vita: il padre gli intesta fondazione anti violenza, è polemica. Critiche al padre di Federico Zini, il 25enne calciatore che la notte dello scorso 25 maggio sequestrò e uccise a colpi di arma da fuoco la ex fidanzata Elisa Amato, per poi togliersi la vita con la stessa arma. I cadaveri della ex coppia furono rinvenuti in auto la mattina del 26 maggio in un parcheggio a San Miniato (Pisa). In queste ore sta facendo molto discutere l’iniziativa del padre dell’assassino di dedicargli una fondazione anti-violenze, tant’è che  qualcuno ha fatto partire una raccolta firme contro l’ente.

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Prato, fondazione anti-violenze dedicata all'assassino di Elisa Amato: l'idea del padre del ragazzo scatena le polemiche

Si tratta di una fondazione onlus dedicata a Federico Zini, il 25enne che due mesi fa ha ucciso a Prato l’ex fidanzata Elisa Amato per poi togliersi la vita. Il padre del ragazzo, Maurizio, ha intrapreso questa iniziativa per raccogliere fondi per combattere la violenza di genere. A destare scalpore è che abbia dedicato il progetto a chi si è macchiato di femminicidio. Un controsenso per tanti. Nei giorni scorsi, infatti, la notizia ha suscitato non poche polemiche e Viola Erbucci, una delle più care amiche della vittima, ha deciso di organizzare una raccolta firme per impedire la nascita della fondazione. “Ringrazio l’ex-assessore di San Miniato per l’appoggio e le persone che mi stanno aiutando a far partire questa petizione”, ha scritto Viola sul suo profilo Facebook, invitando a firmare sul sito Buonacausa.org la raccolta firme dal titolo “No al nome di F. Zini su una fondazione anti violenza”.

“Questo è un primo passo per contrastare una situazione alquanto sgradevole e soprattutto poco educativa nei confronti di ognuno di noi, come persone, come cittadini, come madri, padri, figli, nonni, come persone che hanno subito atti di violenza, o persone vicine alle vittime – ha precisato la ragazza – “Una fondazione del genere non può portare il nome di uno dei carnefici che ha stroncato la vita ad una ragazza che l’aveva ancora tutta davanti. Portandosela via senza alcun motivo e distruggendo una famiglia dal dolore, assieme a tutte le persone che l’amavano. Firmiamo tutti e uniamo le nostre forze per far sì che questa oscenità non vada avanti”.

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