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Presa Diretta: l’intervista a Marisela Federici che ha scatenato uno tsunami su Twitter

Uno spaccato di vita vissuta da super ricchi con case di lusso, voli privati, super imbarcazioni che per tre giorni di navigazione occorrono circa 200 mila euro di carburante, auto esclusive e gli immancabili festini ornati da lussuosa argenteria, porcellane fine 800 e vino invecchiato da migliaia di euro a bottiglia bevuto come fosse semplice bevanda dissetante.

La seconda parte della puntata racconta gli emarginati, chi ha perso tutto perchè non è riuscito a pagare le tasse e di chi aveva una vita ed ora cerca di sopravvivere.

Poi c’è l’intervista alla nobildonna venezuelana Marisela Federici, detta anche la regina dei salotti romani, una delle donne più chic e nipote di un ex presidente del Venezuela, convolata in seconde nozze con Paolo Federici, rampollo di una famiglia aristocratica italiana. La nobildonna di classe prova a fornire una sua interpretazione alla crisi, che evidentemente non l’ha mai lontanamente sfiorata. Queste le domande: Cosa pensa della recessione che sta mettendo in ginocchio milioni di italiani? “Noi stiamo vivendo un periodo molto brutto e fare una festa non significa che non sei cosciente di una realtà. Preferisco una festa al mese e non uno psicanalista ogni settimana. Perché qui andiamo tutti in depressione”. Cosa dovremmo fare? “Quello che hanno fatto tuo nonno e tuo padre sicuramente: credere, credere, avere una speranza”. E sui suicidi dei senza lavoro rispone: “Sono gesti disperati, che non portano a nulla. Molto meglio la speranza”. E, dunque, le grandi difficoltà economiche? “Non voglio essere cinica. Secondo me hanno un altro tipo di problemi. Hanno problemi mentali, più che economici o altro. Sono persone che hanno già una tara mentale che li porta a gesti disperati”. Allora che parole useresti a gente che si trova in queste condizioni? “Speranza è molto bello perché almeno ti fa riflettere. Poi sta a lui (loro). Lavorassero un po’ di più questi che si lamentano tanto. Che si mettessero a lavorare”. Ma c’è la disoccupazione giovanile al 40%. Si perdono posti di lavoro, continua la giornalista. “Allora leggi, informati. Guarda agli altri Paesi. Tu devi informarti. Informarti, bussare alle porte, non arrenderti. Che vuoi fare? Buttarti al Tevere? No!”.
riccardo iacona

Risposte che hanno turbato non pochi spettatori, scatenando su Twitter le reazioni di tanti che in quel momento erano parte di quei “fannulloni che si lamentano” che devono bussare porte, andare e cercare, ma soprattutto di non abbattersi e credere, credere…anche se il giorno dopo arriva Equitalia e se non puoi pagare vai a vivere per strada perchè ti hanno sfrattato e pignorato tutto, anche il televisore a tubo catodico che avevi perchè non potevi permerterti di comprarne uno nuovo.

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