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Presidente del Consiglio Eletto del popolo: è inutile che cerchiate l’ultimo Premier eletto dal popolo

Presidente del Consiglio Eletto dal popolo: qual è la verità

Ci risiamo, come sempre. Si difende la Costituzione, salvo poi non conoscerla. Oggi, 10 dicembre 2016, con la nomina di Paolo Gentiloni come nuovo Presidente del Consiglio, il web è tornato a popolarsi di difensori della Costituzione che gridano, urlano, sbraitano, allo scandalo: “No, vogliamo nominarlo noi il Presidente del Consiglio.” “Il Presidente del Consiglio deve essere eletto dal popolo.” Bene, non benissimo. Ma bene, dai. Le basi di diritto costituzionale, insomma come costruire un palazzo senza le fondamenta. Ed è per questo che si auspica, con il prossimo esecutivo, che la riforma della scuola inserisca materie di diritto fin dalle scuole elementari, perché non ne possiamo più. Ma senza presunzione, riteniamo semplicemente impensabile leggere, costantemente, cittadini che vorrebbero eleggere il Presidente del Consiglio. Dispiace, ma non potete farlo. Almeno che prima non siate capaci di diventare Presidenti della Repubblica.

—> IL DISCORSO DI PAOLO GENTILONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Il porcellum di Calderoli: lo snodo che ha illuso tutti

Ma l’inghippo, perché di inghippo si tratta, è anche causa politica. Tutto risale al porcellum di Calderoli che ha illuso i cittadini di poter votare il Presidente del Consiglio. No, con un tono sprezzante alla Vittorio Sgarbi, ribadiamo che non è così. E mai sarà così. Salvo Referendum che ci inviteranno a cambiare la Costituzione. Ma questo è un altro discorso. Se andiamo ad analizzare il ‘Porcellum’ di Calderoli, non possiamo non soffermarsi sull’art. 5 della Legge Calderoli in cui si sottolinea come con il simbolo della lista elettorale: “I partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano anche il programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione.” Sì, ma si sottolinea, a chiare lettere, anche che: “Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall’articolo 92, secondo comma, della Costituzione”. Quest’articolo afferma che la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri spetta al Capo dello Stato. In altre parole, tutte le liste uniche e tutte le coalizioni di liste sono tenute ad indicare all’elettorato chi ci sia alla guida della campagna elettorale. Non chi sia candidato alla guida del paese.  Dunque, non muta il ruolo del Presidente della Repubblica: “La Camera elettiva, o le Camere elettive, dovrebbero esprimere l’indirizzo politico che emerge dalle elezioni. Cioè il Capo dello Stato deve valutare quella che è la situazione politica in relazione alle elezioni e deve designare per la composizione del Governo la persona che si suppone più adatta ad esprimere questo indirizzo o gli indirizzi dominanti nei gruppi espressi dalle elezioni popolari.”

—> CHI È PAOLO GENTILONI 

Presidente del Consiglio Eletto dal popolo: cosa dice la Costituzione

Ma cosa dice la Costituzione sull’elezione del Presidente del Consiglio e la formazione del Governo? Dando una rapida lettura all’articolo 92 della Costituzione scopriamo che il Governo è un organo che non viene eletto dal ma dal Capo dello Stato, ossia il Presidente della Repubblica. L’articolo 92, infatti, evidenzia come: “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.”  Per questo, prima della nomina del Capo del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica è solito procedere alle cosiddette consultazioni: sente, cioè, gli esponenti dei principali partiti e gruppi parlamentari, di modo da verificare l’esistenza di una maggioranza per il voto di fiducia. E ancora, sempre la Carta Costituzionale tanto difesa – ma evidentemente poco conosciuta – recita con l’articolo 94 che: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.” Per poi concludere con l’articolo 70: “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, indire le elezioni della Camera dei deputati prima del termine ordinario, nel caso di dimissioni del Governo ai sensi dell’articolo 74. La Camera dei deputati non può essere sciolta nell’ultimo semestre del mandato del Presidente della Repubblica. Se il termine ordinario scade nel periodo predetto, la durata della Camera dei deputati è prorogata. Le elezioni della nuova Camera dei deputati si svolgono entro sei mesi dall’elezione del Presidente della Repubblica.”

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