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Prevedere i terremoti è possibile? Una nuova scoperta potrebbe essere rivoluzionaria

Prevedere i terremoti è possibile? Dopo il sisma che ha colpito il centro Italia ad Agosto e dopo il recente sciame sismico, questa domanda riecheggia da tempo senza però aver mai ricevuto una risposta positiva. Una nuova ricerca, condotta da un team formato da geologi ed esperti di onde gravitazionali, potrebbe però rappresentare una rivoluzione per il futuro.

Una recente scoperta scientifica potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione in campo di previsione dei terremoti. Avete capito bene… Almeno per quanto riguarda i sismi di forte intensità, esiste ora un modo di sentire l’arrivo delle scosse con un anticipo di alcuni secondi (talvolta anche decine). Un lasso di tempo certamente breve ma che permetterebbe di installare, almeno nelle zone più a rischio, sistemi di allerta rapida. Ma su cosa si basa la previsione in oggetto? La risposta è molto semplice: sulla gravità o, meglio, sulle variazioni gravitazionali. La scoperta fonda le sue basi nel terremoto avvenuto in Giappone nel 2011, un sisma così violento da alterare il campo gravitazionale terrestre. In quell’occasione, nel momento in cui la Terra stava per “rompersi”, un gravimetro superconduttore – uno strumento alla vista non troppo diverso da un sismografo – è riuscito ad osservare per la prima volta “in diretta” la variazione di gravità. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, ha un valore inestimabile in quanto è ora chiaro che la variazione del campo gravitazionale viaggia più velocemente rispetto alle onde sismiche.

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©2016, Rights Managed by Nature Publishing Group a) La variazione gravitazionale rilevata durante il terremoto del 2011; b) L’epicentro del sisma (stella), il laboratorio di Kamioka e le 5 stazioni sismiche circostanti

“A Kamioka (luogo in cui si trovava il gravimetro sopra citato che si trova a 500 chilometri dall’epicentro del sisma del 2011, ndr) l’anomalia gravitazionale è stata registrata 50 secondi dopo il sisma, con circa 30 secondi di anticipo rispetto all’arrivo delle prime onde sismiche, quelle P, che viaggiano a circa 7 chilometri al secondo” ha spiegato Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

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©2016, Rights Managed by Nature Publishing Group c) Tre giorni di rilevamenti di variazioni gravitazionali fatti nel laboratorio di Kamioka a partire dal 9 marzo 2011

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Cosa significa quindi tutto ciò? Questa scoperta è rivoluzionaria per poter creare sistemi di early warning, ovvero strumenti di allerta rapida in grado di avvisare la popolazione dell’arrivo del sisma. Sebbene in Giappone tutto ciò sia spesso più semplice in quanto i terremoti nascono spesso in mare, anche qualche decina di secondo di preavviso sarebbe fondamentale per garantire più sicurezza ai cittadini. Cosa manca all’Italia? Nel nostro Paese mancano ancora gli strumenti adatti in quanto le variazioni gravitazionali, per essere percepite in anticipo, necessitano di strumenti molto più sensibili di quelli che abbiamo attualmente in dotazione.

Foto: © 2016, Rights Managed by Nature Publishing Group

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