in

Pricasso, la rivoluzione dell’arte passa attraverso il corpo dell’artista

I pennelli non servono più. Dimenticando ogni forma d’arte più comune, dimenticando gli artisti più tradizionali, perfino quelli che pensano di essere innovativi, e immaginandosi, piuttosto una nuova rivoluzione dell’arte, una rivoluzione che passa attraverso il corpo dell’artista, potrete capire meglio le opere di alcuni artisti contemporanei. Oltre, infatti, a Marcey Hawk, una pittrice americana che è solita usare il proprio seno, spopola sul web anche Tim Patch, il cui nome d’arte è Pricasso, altro pittore alquanto particolare che è solito disegnare utilizzando i gioielli di famiglia, o per dirla come farebbe la Littizzetto, utilizza il Walter, ma anche le natiche ed i testicoli.

Tim Patch

Non bisogna pensare, però, che il cinquantanovenne americano, che ha preso il suo nome d’arte fondendo insieme il nome del suo grande mito, Pablo Picasso, e la parola prick, una parola che indica lo strumento con cui è solito eseguire le sue opere, voglia svilire o ridicolizzare l’arte. Pricasso, infatti, ha preso il suo mestiere sul serio. Dopo aver maturato l’idea durante le feste natalizie di qualche anno fa, infatti, grazie alla benevolenza dei critici che hanno giudicato i suoi ritratti, Pricasso ha raggiunto fama internazionale tanto che al Sexpo a Brisbane, in Australia, la gente ha intasato la mostra con una coda infinita proprio davanti al suo stand.

Dipingere con i gioielli di famiglia non è così facile come dipingere con il seno e soprattutto pare proprio che non venga fatto per risparmiare i soldi dei pennelli visto che, proprio a causa del particolare strumento utilizzato, certe pitture sono assolutamente vietate e soprattutto serve sempre parecchia vasellina per cercare di proteggere il proprio corpo.

In America è boom di morti per overdose da eroina

Busta con proiettile inviata alla Presidente della Camera Boldrini