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Processo sulla trattativa Stato mafia un pentito rivela: “Riina partecipò a riunione con ministri”

Il collaboratore di giustizia Antonio Galliano, in videoconferenza al processo sulla trattativa tra Stato e mafia, durante l’udienza tenutasi nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, ha dichiarato che nel 1991 il capomafia Totò Riina: “ha partecipato in Calabria ad una riunione con generali, ministri, politici ed esponenti delle istituzioni”.

Giovanni Falcone Paolo Borsellino magistrati assassinati nel 1992

La rivelazione su cui i magistrati dovranno fare le opportune verifiche, che oggi Galliano ha reso sono state diverse. Il pentito ha anche dichiarato che i boss della Noce, Mimmo e Stefano Ganci gli dissero: “sentiti u bottu” (senti il botto). Galliano nel 1992 lavorava come portiere alla Sicilcassa in via Cordova, luogo molto vicino alla via D’Amelio, dove poi fu organizzato l’attentato al giudice Borsellino e alla sua scorta. Galliano ha raccontato, di avere effettivamente sentito il boato dal luogo di lavoro.

Galliano era un uomo d’onore introdotto, nel 1986, in Cosa Nostra dal boss Raffaele Ganci nel , essendo ancora incensurato all’epoca fu utilizzato dall’organizzazione malavitosa per intrattenere rapporti tra l’esterno e affiliati a Cosa Nostra. Nella preparazione degli attentati del 1992 ai giudici Falcone e Borsellino ebbe un ruolo attivo, essendogli stato assegnato il compito di osservare gli spostamenti dei due magistrati. Nel tempo è stato condannato per diversi delitti, tra cui l’assassinio dell’ex sindaco di Palermo, Giuseppe Insalaco.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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