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Produzione ceralicola, ombre sul futuro per la popolazione mondiale

Un nuovo articolo scientifico, recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha gettato non poche ombre sulla reale possibilità di sfamare una popolazione mondiale in continuo aumento. I ricercatori dell’Università del Nebraska a Lincoln che hanno portato a termine lo studio ritengono infatti che in molte aree del globo la capacità di produzione di cereali sia sostanzialmente arrivata al massimo possibile, raggiungendo di fatto il limite biofisico. A conti fatti, secondo gli studiosi, il 30% delle principali colture cerealicole mondiale, tra cui riso e grano, avrebbe raggiunto la resa massima.

produzione cereali saturazione

Le aree del globo dove questa saturazione sarebbe sostanzialmente arrivata a compiersi sono l’Asia orientale (Cina, Corea del Sud e Giappone) per il riso, l’Europa nord-occidentale (Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca) e l’India per il grano e l’Europa meridionale (Italia e Francia) per il mais.

Le conclusioni di questo studio portano quindi a rivedere al ribasso la capacità di provvedere al fabbisogno dell’intera popolazione mondiale. Le stime precedenti erano basate sull’idea che i tassi di incremento di produzione cerealicola mondiale potessero essere quelli degli ultimi 50 anni, nei quali il miglioramento delle tecnologie di produzione aveva portato grossi benefici in termini di incremento di produzione. Secondo questo nuovo studio però le cose sarebbero ben diverse, tanto da gettare ombre sul futuro prossimo.

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