in

Prof arriva primo al concorso, ma finisce a consegnare le pizze

Un concorso vinto, quindici anni di esperienza nelle scuola e una laurea ottenuta con il massimo dei voti a quanto pare in questo paese non valgono nulla. Vincenzo Salvatore Violetti, di 41 anni, nonostante i sacrifici fatti, i titoli presi, il precariato è costretto per tirare a campare a consegnare le pizze per trecento euro al mese. Per un calcolo sbagliato delle cattedre disponibili, Vincenzo Salvatore Violetti si è visto ancora una volta umiliato, beffato da un sistema che del merito non tiene conto. La storia di Vincenzo che sogna di diventare insegnante sembra un copione già letto, una vicenda simile a quella di tanti altri giovani. Oggi Vincenzo, che ha studiato non per essere un numero di pratica, ma un professionista realizzato, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della trasmissione Open Day su Radio Cusano campus.

«Sono il 3071, questo è il numero che è stato associato alla mia pratica, quella che giace sconsolata al Ministero della Pubblica Amministrazione. La mia vicenda è identica a quella di altri 300 come me, siamo in pochi per dare risalto ad una situazione gravissima. Ho una laurea, ho insegnato da precario per 14 anni, ho fatto un concorso nel Lazio perché per quello specifico bando venivano messi a disposizione 12 posti, il numero più alto tra le sole 6 regioni a bandire quel concorso (tecnico da laboratorio dei servizi socio sanitari). Precedentemente mi ero abilitato con il PAS a Caserta, avevo fatto ricorsi su ricorsi per essere inserito di ruolo ma niente. Ebbene quel concorso lo vinco, mi piazzo primo tra i soli 5 candidati ad essere promossi. Ma il ruolo non arriva, né nel 2016, né nel 2017 né tanto meno quest’anno!». La giornalista gli chiede le ragioni e lui spiega  che si è trattato di un equivoco: «Con i colleghi abbiamo scoperto che i posti a disposizione quest’anno c’erano, uno a Latina e uno a Rieti. Mentre ci ingegnavamo a pensare chi poteva andare da una parte o dall’altra arriva la notizia più assurda: i posti non ce li assegnano perché ci sono degli esuberi. Al momento del concorso erano 27 gli esuberi di cui noi non conoscevamo l’esistenza. Ora sono ancora 9 e io mi chiedo: chi li ha fatti i conti? Il Miur? Il Ministero della PA? La signora Maria del primo piano? E perché tenerci all’oscuro? Ho chiesto a tutti, sono arrivato alla segreteria del Ministro Bongiorno, poi ho scoperto che si erano pure persi la pratica. Io mi vergogno!». 

Vincenzo Salvatore Violetti, ostaggio di un sistema che si perde nella burocrazia, che non ha a cuore le sorti dei suoi laureati, consegna pizze a domicilio nella periferia di Napoli: «L’altro giorno mi sono trovato davanti una mia collega: si è stupita, nel vedermi. Ma non importa, il lavoro è lavoro, non bisogna vergognarsene. Le ho raccontato un po’ le mie disavventure e poi ci siamo salutati con affetto». Ed è vero non c’è nulla di cui vergognarsi, chi dovrebbe è lo Stato. La situazione in cui versa la scuola italiana sta diventando insostenibile ed è tempo di correre ai ripari. «Ho lavorato anche nelle scuole ‘peggiori’ di Napoli, dove c’erano i ragazzi più difficili, e ho sempre avuto motivo di sperare. Quello che non mi piace della scuola è altro: la burocrazia, la progettualità teorica, che ci portano fuori strada. La scuola è passione, non calcolo. Se ne dimenticano tutti, troppo spesso», afferma Vincenzo e non è il solo a pensarla così.

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Maria Elena Boschi foto su Maxim Italia: anche in camera da letto? “Non resterete delusi”

cornuda omicidio sofiya

Sofiya Melnyk news: anche un politico romano tra i suoi amanti, giallo di Cornuda sempre più fitto