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Professore carbonizzato a Entratico: la scena del crimine è da film horror

Omicidio a Entratico: si sono svolti questa mattina i funerali di Cosimo Errico, il 58enne professore di Microbiologia all’istituto Natta di Bergamo barbaramente assassinato mercoledì notte nella cascina dove svolgeva attività didattiche extrascolastiche ai bambini, e che nel week end affittava per feste e ricevimenti. L’attenzione degli investigatori è tutta concentrata nella fascia oraria che va dalle 20 elle 22:30 di mercoledì 4 ottobre: è in quest’arco temporale, infatti, che si è consumato il massacro del docente. Le luci della cascina alle 20 erano ancora accese, ma già alle 22 il cellulare della vittima squillava a vuoto. Il professor Errico, stando alle risultanze autoptiche, è stato ucciso con un coltello, non un’accetta. Dieci colpi di cui la maggior parte sferrati alle spalle, sul collo e la nuca, nella Cascina dei Fiori nei boschi di Entratico. Sul luogo del delitto,il Ris ha isolato diverse impronte e tracce che presto saranno analizzate.

Cosimo Errico ucciso a Entratico: doppia personalità? Di lui descrizioni antitetiche

Il killer potrebbe avere agito aiutato da complici che conoscevano quei luoghi. Si voleva far credere che l’uomo fosse morto folgorato per un cortocircuito partito da un frigorifero accanto al quale la vittima è stata trovata semi carbonizzata. Tuttavia è bastato poco alla Scientifica, una volta giunta sul posto, per capire che non era quella la dinamica dei fatti ma che l’uomo era stato barbaramente aggredito a coltellate e poi dato alle fiamme allo scopo di cancellare ogni traccia del delitto. Nessuna folgorazione, quindi. La scena del crimine, dove la tavola era imbandita al momento del delitto, di giorno era adibita a fattoria didattica, di notte e la domenica a luogo per le feste; lì avevano trovato alloggio anche alcuni richiedenti asilo che aiutavano il professore per allestire le feste e i progetti didattici. C’era però malcontento da parte loro, che si lamentavano anche con i residenti della zona del fatto che il professor Cosimo non li pagava adeguatamente, lo faceva in ritardo e in nero. Stride l’immagine che del docente fanno i colleghi della scuola presso la quale insegnava rispetto a quella invece fornita dagli extracomunitari con cui aveva a che fare nelle ore extrascolastiche, che parlano di un uomo prepotente e autoritario”. I carabinieri avrebbero trovato traccia di numerosi litigi tra alcuni stranieri e il professore. Esisterebbero dunque diverse persone che ce l’avevano con lui, e questo sarebbe il principale filone investigativo seguito dalla magistratura, sebbene nessun’altra pista al momento possa dirsi esclusa. “Se n’era andato perché non lo pagava. Errico lo aveva rincorso in auto per convincerlo a tornare, perché il giorno dopo aveva una gita e serviva aiuto”, riferisce un residente a proposito di un cittadino indiano alle dipendenze del docente ucciso.

La scena del crimine è da film horror

Una prima ricostruzione fatta dai carabinieri ipotizza che vi sia stata prima del delitto una lite tra l’insegnante ed i suoi aguzzini. Scontro degenerato in crimine. Chi gli ha dato fuoco ha poi staccato la corrente, ecco perché anche i lampioni della cascina si sono spenti. Doveva sembrare una morte per folgorazione. L’autopsia ha chiarito che l’insegnante è stato colpito con un coltello dalla lama liscia e dritta. Prima sono stati colpiti la nuca e il collo, poi la vittima si è voltata, ha fatto per difendersi, e il killer gli ha ferito le mani. La ferita mortale gli è stata inferta alla gola. Un crimine di una efferatezza sconcertante.

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