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Professori bullizzati: insegnante mette tre a un alunno, la madre si presenta con un avvocato

«Non possiamo ignorare che qualcosa si è inceppato. Qualche tessuto è stato lacerato nella società. Alcuni gravi episodi di violenza – genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli – rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell’animo degli studenti, a scuola e nel web!», queste le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno scolastico a Porto Ferraio, all’isola d’Elba.

Parole che hanno scosso l’opinione pubblica, ma che hanno strappato anche un amaro sorriso a decine di insegnanti vittime dei cosiddetti «genitori-bulli», più pericolosi e violenti dei figli. Tra questi docenti, Simonetta Pavesi da una vita intera professoressa allo Scientifico Manfredo Fanti di Carpi. La donna ha raccontato di quella madre che si presentò a ricevimento col suo legale. La ragione? Difendere il figlio da un tre. «Accertata la copiatura di un tema da un sito per studenti in difficoltà,  consegnai la prova argomentando la valutazione fortemente negativa  Nel giro di due ore mi sono trovata davanti madre e sorella avvocato (avvisate via sms della presunta ingiustizia), le quali, senza nemmeno chiedermi ragione, snocciolarono iperboliche accuse e tesi difensive condite con velate minacce.  Salvo poi battere in ritirata, con un patetico dietrofront,  quando pacificamente illustrai,  tablet alla mano, le prove inconfutabili del ‘reato’» ha spiegato Simonetta Pavesi, che oggi si gode la meritata pensione.

Un caso certamente non isolato, che riflette una società che non vede più nell’insegnante una guida, compartecipe all’educazione dei figli, ma un distributore di voti, facilmente attaccabile. La pressione psicologica da parte dei genitori – continua Pavesi – specie quelli che si sentono legittimati dalla agiatezza economica e dallo status, è cresciuta parallelamente al declassamento sociale del ruolo dei docenti. Oggi mi pare acuita dallo sdoganamento di reazioni muscolari e di un linguaggio sopra le righe che hanno sostituito il dialogo costruttivo. Esperienza e consapevolezza mi hanno supportata nel tutelarmi da attacchi gratuiti e iperdifensivi da parte di genitori che diventano allenatori e legali della prole!».

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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