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Prossimo anno bisestile, quando sarà? Perché esiste, perché si dice porti male

Ogni quattro anni torna il suo momento e si torna così a parlare di lui: l’anno bisestile. Ma per quale motivo il nostro calendario continua ciclicamente a riproporre questa particolarità? Perché esiste, qual è la sua utilità? È forse vero che preannuncia un anno sfortunato? Vediamo cosa dobbiamo assolutamente sapere sull’anno bisestile e le curiosità che lo riguardano.

prossimo anno bisestile

Che cos’è l’anno bisestile e qual è la sua funzione

Per capire la funzione e la ragion d’esistere dell’anno bisestile dobbiamo innanzitutto distinguere l’anno civile dall’anno solare. Il primo è l’anno convenzionalmente inteso da tutti, più che altro per le implicazioni pratiche che, quotidianamente, vi ricolleghiamo. Per intenderci, l’anno civile è quello che vediamo scorrere sul calendario, che utilizziamo per definire gli appuntamenti di ogni giorno, per pianificare le ferie, per individuare le festività eccetera e ha una durata, convenzionale appunto, di 365 giorni. L’anno solare, invece, altro non è che il tempo che la terra effettivamente impiega per compiere una rotazione intorno al sole e per tornare perfettamente sulla linea dell’equinozio; per completare questo movimento circolare il sole impiega precisamente 365,24219 giorni, ovvero circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi. In altre parole, la durata dell’anno solare è maggiore rispetto quella dell’anno civile e precisamente di 5 ore, 48 minuti e 45 secondi. La differenza temporale può sembrare irrisoria ma, in realtà, se non considerassimo questa discrepanza, si verificherebbe, nel tempo, uno slittamento (poco pratico) delle stagioni, per questa semplice ragione è necessario intercalare un giorno in più al calendario civile ogni quattro anni. Vediamo ora un po’ di storia.

Perché viene chiamato anno bisestile

Si può dire che l’anno bisestile nasce nel 46 a.C. sotto il regno di Giulio Cesare. L’imperatore romano, consigliato dalla bella Cleopatra decise di rivolgersi ad un noto astrologo di Alessandria, Sosigene, il quale suggerì di aggiungere un giorno all’anno, ogni quattro, ovvero negli anni la cui la numerazione era suddivisibile per quattro, da qui anche il nome Calendario Giuliano. Gli antichi calcolavano i giorni dell’anno riferendosi a festività particolari, si pensi ad esempio alle idi (il tredicesimo o quindicesimo giorno del mese) o alle Calende (il primo giorno di ogni mese). Il giorno che divenne poi il 366esimo giorno dei calendari moderni venne intercalato dopo il 24 febbraio e, il 24 febbraio, era denominato bis sexto die ovvero un secondo sesto giorno prima delle Calende di Marzo (1 marzo), deriva da questa espressione il nome di anno bisestile. Successivamente, sotto il pontificato di Papa Gregorio XIII, il calendario Giuliano venne modificato, aggiustandone alcune imperfezioni: da qui deriva il nome calendario Gregoriano ad oggi ancora utilizzato. Secondo il calendario gregoriano l’anno bisestile deve ricorrere solo in due occasioni: 1) negli anni non secolari il cui numero è divisibile per 4; 2) negli anni secolari il cui numero è divisibile per 400.

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Quando sarà il prossimo anno bisestile

Applicando la regola appena indicata sopra, notiamo come, ad esempio sono stati anni bisestili quelli divisibili per 400 (ad esempio il 1600 e il 2000), così come gli anni non secolari il cui numero è divisibile per 4 (ad esempio 1896 e il 1996), a conferma della regola gli anni secolari 1800 e 1900 (non divisibili per 400) non sono stati anni bisestili. Secondo il calendario l’anno bisestile appena trascorso è stato il 2016 e il prossimo anno di 366 giorni cadrà nel 2020.

Leggende e dicerie popolari sull’anno bisestile

Anno bisesto anno funesto recita uno dei modi di dire della tradizione popolare più famosi di tutti. Ancora una volta la credenza dell’anno bisestile come anno sfortunato è da attribuirsi alla romana memoria. L’anno bisestile, infatti, era inteso (e tutt’oggi lo è) come cambiamento, qualcosa di insolito che comporta, psicologicamente, un cambio delle abitudini alle quali l’essere umano è tanto affezionato. Innanzitutto, febbraio era in epoca romana considerato il mese dedicato alla celebrazione dei defunti, ricco di rituali funebri e, vien da sé, poco allegri per definizione. Successivamente, con il trascorrere degli anni, le convinzioni popolari costruite attorno all’anno bisestile aumentarono: anche se non c’è alcuna spiegazione scientifica che consenta di intravedere un qualche nesso causale, in anni bisestili recenti sono avvenute memorabili catastrofi ed epidemie. Il 1492, ad esempio, è un anno bisestile e segna l’inizio dell’età moderna, portatrice sì di cambiamenti ma anche di numerose epidemie tra cui colera e peste. Il 29 febbraio del 1960 un terremoto colpì la città marocchina di Agadir, uccidendo un terzo della sua popolazione; il presidente JF Kennedy fu eletto nel 1960 e venne ucciso nel 1963; il terremoto in Friuli del 1976; nel 2004 si scatenò lo tsunami nell’Oceano Indiano. In realtà, per quanto la storia dell’umanità annoveri numerose catastrofi e eventi negativi avvenute in occasione di annualità bisestili vi sono altresì conferme che, purtroppo, un anno più corto non determina automaticamente un anno privo di avvenimenti sfortunati. Ad esempio, l’alluvione di Firenze avvenuta nel 1966 (anno non bisestile)  storicamente nota come un evento distruttivo che ha coinvolto il nostro Paese, così come il 2001 (anno non bisestile) al quale ricolleghiamo la tragica caduta delle Torri Gemelle e l’entrata in guerra dell’America insieme a gran parte dell’Europa.

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