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Prostituzione, la proposta di Salvini: «Sono favorevole alla riapertura delle case chiuse!»

«Sono favorevole alla riapertura delle case chiuse!», queste le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini, pronunciate a margine della cerimonia di consegna della nave da crociera Costa Venezia a Monfalcone. I sostenitori del leader della Lega non si stupiscono affatto, non è una novità, non è la prima volta, infatti, che il Segretario del Caroccio tira in ballo la questione: «Non c’è nel contratto di governo perché i Cinque Stelle non la pensano così, però io continuo a ritenere che togliere alle mafie, alle strade e al degrado questo business, anche dal punto di vista sanitario. Il modello austriaco penso sia quello più efficiente!». E ha ragione Salvini il Movimento 5 stelle non ha alcuna intenzione di «accollarsi un’altra grana», come quella dei bordelli. Ospite da Lilli Gruber ad “Otto e mezzo” Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, ha ribadito con forza: «Le case chiuse sono un tema che va affrontato sgombrandosi da ipocrisie, come sulle droghe leggere!».

Riapertura case chiuse? Salvini è per il sì

Se ne farà qualcosa dunque? Difficile crederlo almeno in questa legislatura e il ministro dell’Interno lo sa bene, tant’è che ha dichiarato ai giornalisti: «Non aggiungiamo problema a problema, chiudiamo prima quelli aperti prima di riaprire le case chiuse!». Il sassolino comunque è stato gettato e l’opinione pubblica si è divisa: da un lato i favorevoli, dall’altro i contrari. In Veneto, ad esempio, la proposta del consigliere regionale Antonio Guadagnini (contrario alla Legge Merlin che a detta sua è colpevole di aver creato un «gigantesco giro d’affari illecito») di fare un albo ad hoc per le prostitute ha avuto un primo parere positivo dalla commissione competente. Proprio venti giorni fa poi un disegno di legge è stato presentato a Palazzo Madama dal senatore Gianfranco Rufa (Lega) per chiedere la legalizzazione della prostituzione e la riapertura delle «case chiuse». Un’esigenza di decoro, un «gesto di civiltà nei confronti delle prostitute che si trovano per strada». Ma è davvero così? Nello specifico il disegno di legge presentato da Rufa prevede l’abrogazione di un parte della Legge Merlini: il via libera all’esercizio della prostituzione nelle abitazioni private, vietandolo nei luoghi pubblici, un registro depositato in questura a cui sono tenute ad iscriversi le donne interessate ad esercitare il mestiere più vecchio del mondo e infine interventi di carattere sanitario, per arginare le malattie sessualmente trasmissibili.

Riapertura case chiuse: favorevoli o contrari?

Insomma una regolamentazione in piena regola, che tuttavia non convince tutti. Se la senatrice Merlin ha avvertito all’epoca l’esigenza di chiudere i bordelli, dopo una lunga battaglia, un motivo deve esserci stato. Firmata il 20 febbraio 1958 la Legge Merlin chiuse le case di tolleranza e introdusse i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione, lasciando soltanto la cosiddetta prostituzione volontaria, proprio per garantire nel rispetto della Costituzione la libertà personale dell’individuo. Che poi le intenzioni abbiano disatteso le aspettative e riversato il fenomeno della prostituzione in strada è un altro discorso. La domanda principale resta la stessa: perché lo Stato vuole riaprire le case chiuse? Diciamo che legalizzare la prostituzione significherebbe nuove entrate. Ad opporsi fermamente la presidente della Commissione d’Inchiesta sul femminicidio Valeria Valente, che ha spiegato: «Riaprire le case di prostituzione non è dare più libertà e più protezione come dice Salvini. Credo che permettere allo Stato di guadagnare sul corpo delle donne sia lontanissimo dalla libertà: è sfruttamento e abuso. Giù le mani dalla legge Merlin!». Dello stesso avviso Pia Covre, fondatrice della onlus Comitato per i diritti civili delle prostitute: «Le case chiuse di Salvini sono un sistema di distrazione di massa. Forse è più facile parlare di questo piuttosto che della difficile situazione economica” ha ribadito negli ultimi giorni!». Beh, se l’intento era quello di spostare l’attenzione altrove, Salvini ci è riuscito. Siamo qui a parlarne. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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