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Psicologia dell’emergenza: cos’è, come funziona e quando serve

Il primo obiettivo della Psicologia dell’emergenza è quello di curare o aiutare nel percorso di guarigione, tempestivamente, la persona che ha subito un trauma. È una branca della psicologia che si occupa degli interventi clinici e, soprattutto, sociali durante le situazioni di calamità, come eventi atmosferici, attacchi terroristici, guerre, incidenti, atti di violenza, epidemie.

Lo psicologo che si occupa di psicologia dell’emergenza, deve conoscere non solo tutti gli aspetti clinici e sociali, ma anche il sistema dei soccorsi, i ruoli rivestiti dal personale d’emergenza e l’organizzazione con la quale viene gestita la situazione di calamità. Dal punto di vista sociale, invece, deve conoscere la comunicazione e la percezione del rischio, che utilizzerà per comprendere quali tipi di rappresentazione i pazienti hanno del rischio e per stabilire strategie curative più efficaci.

Le applicazioni cliniche riguardano alcune tecniche di Psychoeducation e di Stress Inoculation Training, oltre alla formazione preventiva del personale adibito al soccorso e alla consulenza sul posto e interventi di sostegno individuale, collettivo e familiare. Questo tipo di interventi possono quindi essere rivolti alle vittime che hanno subito il trauma, alle persone che hanno assistito al trauma – come parenti, amici, testimoni dell’evento –  e ai soccorritori, molto spesso esposti a questo tipo di situazione.

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