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Psoriasi, ecco il nuovo farmaco per la cura della malattia

Nel mondo 2,5 milioni di persone sono affette da psoriasi, una malattia cronica della pelle che colpisce in egual misura donne e uomini. Recentemente l’Unione Europea ha approvato un farmaco chiamato Secukinumab che nelle prime sedici settimane ha portato il 70% dei pazienti trattati ad una risoluzione completa o quasi delle lesioni. Una condizione che è stata mantenuta anche nella maggior parte dei casi nel periodo successivo alla cura. Un risultato incoraggiante per tutte quelle persone che ogni giorno devono affrontare una patologia molto diffusa anche in Italia.

Le scarse informazioni sul disturbo spesso provocano reazioni che possono ferire le persone che ne sono affette. Proprio per questo motivo è necessario conoscere la malattia.  La psoriasi è una patologia della cute che si manifesta con la presenza di placche o chiazze squamose che possono arrossarsi e dare prurito. Non è una malattia contagiosa e può assumere diverse forme, dalle più lievi o moderate, a quelle più gravi, e ciò dipende dalla forma e dalle dimensioni delle manifestazioni cutanee. Recenti studi hanno dimostrato come una possibile causa della sua insorgenza possa attribuirsi a un’anomala risposta del sistema immunitario nel processo della maturazione cellulare, molto più rapido nelle persone affette da tale disturbo. Nella sua insorgenza possono influire fattori ereditari, infatti la metà dei soggetti con psoriasi hanno un parente con la stessa malattia.

I fattori ambientali, come lo stress, un evento traumatico, le infezioni virali da farmaci, sono un altri elementi che possono incidere sulla sua insorgenza e sul rimanifestarsi nel tempo. La persona affetta da psoriasi spesso si trova a vivere una situazione psicologica non facile da affrontare. L’imbarazzo per le lesioni e il timore di non essere accettati porta spesso al ritiro e  all’isolamento sociale per paura di essere allontanati. Un altro elemento di forte impatto psicologico è la frustrazione nel gestire la componente recidiva del disturbo. La famiglia e le persone vicine hanno un ruolo fondamentale, con la loro comprensione e il loro affetto possono essere di aiuto nella cura e sono un sostegno indispensabile nei momenti più difficili.

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