in ,

Puglia in allarme: ritrovati rifiuti radioattivi sepolti dalla camorra

Nell’ambito dell’operazione “Black Land”, nei giorni scorsi, sono iniziati dei rilievi in una cava di Cerignola, in provincia di Foggia, di proprietà di Francesco Pelullo, considerato dagli inquirenti uno dei proprietari di terreni messi a disposizione della criminalità organizzata per seppellire illegalmente rifiuti speciali. Gli scavi sono stati interrotti dagli esperti, perché dal terreno sono emersi materiali che farebbero pensare alla presenza di materiale radioattivo e gli addetti ai lavori non erano adeguatamente protetti. Sul posto i carotaggi continueranno nei giorni seguenti, mentre il materiale prelevato verrà analizzato per accertarne l’origine.

rifiuti tossici

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico, da giorni, stanno scandagliando in Puglia alcune cave abbandonate e terreni utilizzati per lo sversamento illegale di ogni sorta di rifiuti. A Ordona, nel foggiano, sono state scoperte 500.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, ad Apricena il Noe di Bari ha rinvenuto una discarica di rifiuti speciali di tipo ospedalieri. Secondo gli investigatori i rifiuti campani sono stati smistati dalla camorra tra Puglia, Basilicata, Molise e Campania. L’inchiesta della Dda di Bari ha portato all’arresto di tredici presunti responsabili, tra di loro ci sono amministratori, autotrasportatori e soci di imprese che lavorano nell’ambito dello smaltimento e stoccaggio dei rifiuti.

Una commissione tecnica a cui partecipano esperti dell’Arpa Puglia e del Cnr, seguendo i vari ritrovamenti, dovrà accertare l’impatto ambientale e gli eventuali rischi per la salute. Nelle ultime settimane è, infatti, emerso in Puglia un quadro preoccupante, carabinieri e finanzieri coordinati dal pm Elsa Valeria Mignone e dal procuratore aggiunto Ennio Cillo, stanno valutando testimonianze, incrociando dati e movimenti. Molte amministrazioni locali del passato forse non avrebbero fatto molta attenzione alla salute dei cittadini e all’ambiente, considerato che in alcuni pozzi di acqua di Tiggiano, Neviano e Secli sono state trovate concentrazioni di diossina superiori ai livelli consentiti.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

Furore fiction, Morra e Testi sulla polemica: “Più scandalo per le scene bollenti che per il razzismo”

vibratore

Mantova: l’avvocato porta in tribunale il vibratore