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Può la solitudine renderci persone migliori?

Quanti di voi non hanno mai sofferto di solitudine? Tutti possono soffrire di solitudine, bambini, genitori, studenti ma che ci crediate o no anche le persone più ricche e popolari. Non è mica tutto oro quello che luccica. Se i più ricchi e famosi possono apparire più felici perché in grado di trascorrere la giornata con tantissime persone, non è detto che in fondo lo siano davvero e non si sentano sole. Sarà forse vero che i soldi non fanno la felicità? E’ inutile dire che vi possano rendere sempre felici. A cosa servono tanti soldi se in fondo soffrite di solitudine? Potreste forse dedicarvi allo shopping compulsivo per qualche giorno ma una volta ottenuto tutti i beni materiali desiderati? Sareste comunque soli e questo vi provocherebbe la depressione. Un 20enne così come un 50enne può soffrire di solitudine. Nonostante tutti dicano che i 20 anni siano gli anni migliori della vostra vita, non sentitevi degli alieni se per voi non è un periodo propizio. Gli adulti tendono a dimenticare tutto ciò che hanno provato prima di trovare la felicità e il-la compagno-a della loro vita. Dimenticano le notti trascorse con le persone sbagliate, i lavori mal retribuiti e la totale incertezza. Intorno ai 20 anni ci accorgiamo di come sia semplice avere nemici e pochissime amicizie sincere, come sia complicato trovare la persona che ci ami davvero per quello che siamo e avere un posto di lavoro stabile con un buon guadagno. Dobbiamo affrontare tutto questo soli. Secondo “The Wall Street Journal”, “i tassi di depressione, ansia e altri problemi di salute mentale sono più elevati negli anni dell’adolescenza e all’età di 20 anni che in qualsiasi altro decennio, ad eccezione degli anni ’80.” Durante questi anni i giovani lottano per capire chi sono e per crescere in tutti gli ambiti. Tuttavia, qualcosa di positivo c’è.

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Secondo uno studio pubblicato dal “The Guardian”, la solitudine, o quello che molti attribuiscono a una “crisi di un quarto di vita”, è un processo necessario per l’età adulta, che funge da catalizzatore per il cambiamento. Secondo il dottor Oliver Robinson, presso l’Università di Greenwich a Londra, ci sono quattro fasi per una crisi di quarto di vita, in cui l’individuo attraverso sentimenti di intrappolamento e di smarrimentocatalizza il cambiamento e, infine, intraprende un nuovo inizio. Senza questi sentimenti di insicurezza e solitudine, non ci sforzeremmo di cambiare. Non è possibile iniziare a costruire una vita migliore per se stessi se ne avete già una, e non si può lavorare sul sentirsi meglio se non vi siete mai sentiti male. Robinson continua a spiegare che il cambiamento positivo è dimostrato. Se sfruttata correttamente, la solitudine è, infatti, qualcosa di buono. La solitudine, come ogni tipo di dolore, crea una soglia dalla quale si impara e si cresce. Ti insegna a godere e apprezzare i momenti in cui sei in giro con gli altri e come affrontare la solitudine, sfruttando quei sentimenti e quel tempo per qualcosa di produttivo.

Nello studio pubblicato dalla Harvard University si afferma che il tempo trascorso da soli in realtà aumenta la una capacità di empatia. Ci rende più inclini all’introspezione e ci aiuta a comprendere la solitudine degli altri. In un articolo di Leon Neyfakh, di “The Boston Globe”, “una certa quantità di solitudine ha dimostrato di aiutare gli adolescenti a migliorare il loro umore e ottenere buoni voti a scuola.” Anche se può fa male, i pensieri e i sentimenti peggiori ci rendono più forti. Robert Frost ha detto: “un poema inizia con un nodo alla gola. Solo la profonda sofferenza ci aiuta a creare le nostre opere più passionali. Solo le avversità e il dolore possono condurci al cambiamento. Senza dolore, non avremmo creato alcune delle più grandi opere d’arte. La solitudine aiuta a ritrovare te stesso e le cose più importanti. Aiuta altresì a capire quanto si può star bene soli.” Douglas Coupland, autore di “Shampoo Planet” ha detto una volta, “Ricorda: il tempo in cui ti senti solo è il periodo di tempo in cui hai più bisogno di essere solo. L’ironia più crudele della vita.” La solitudine ti aiuta a capire quanto forte sei veramente. Perché solo nei nostri più profondi momenti bui possiamo vedere esattamente quanto in basso possiamo andare e quanto in alto possiamo salire.

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