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Qual è la differenza tra futon e tatami?

Alzi la mano chi non ama fare shopping per la propria casa! Le tendenze in merito all’arredamento di interni sono sempre molto interessanti e, da diverso tempo ormai, vedono in primo piano il gusto orientale.
Approcciarsi a questo mondo affascinante all’insegna del relax e della sostenibilità significa considerare diversi termini, come per esempio futon e tatami. Si tratta di due elementi molto differenti. Confondersi, se non si ha sufficiente confidenza, è molto facile. Per questo motivo è il caso di capire bene cos’è il futon e cos’è il tatami.

 

Cos’è il futon

Partiamo dalle basi, ricordando che con il termine futon si indica una frase italiana tipo “materasso che si arrotola”. Il tipico futon giapponese – se vuoi approfondire il tema dell’arredamento giapponese e cercare prodotti per casa tua puoi dare un’occhiata alle proposte del portale futon.it – è composto da due parti, ossia un materasso sottile e un piumino. Il primo, in giapponese, è noto come shikibuton. Il secondo, invece, con il termine kakebuton. Molto interessante è parlare anche dell’imbottitura. Quest’ultima, è realizzata con diversi strati di cotone. L’imbottitura del futon tradizionale giapponese non supera mai i 10 centimetri di altezza.

Tra le caratteristiche più importanti del futon è possibile ricordare indubbiamente la compattezza. Sulla base di questa peculiarità, è spesso consigliato a chi ha problemi alla schiena.
Entrando maggiormente nello specifico, è il caso di ricordare la presenza del futon moderno. Si tratta di un’accezione occidentale che indica il sopra citato materasso senza il piumino che lo ricopre.
Nel corso del tempo, le sue caratteristiche sono state adattate per incontrare le esigenze quotidiane di chi cerca un arredamento sostenibile ed esteticamente gradevole. Per questo motivo, quando si parla di futon moderno si inquadrano spesso soluzioni caratterizzate dalla presenza di fibre naturali e lana vergine.

Molto importante è ricordare che, con il successo dell’arredamento giapponese, anche la base del futon è cambiata ed è stata adattata al peso di chi vive in Occidente e ha una corporatura differente rispetto ai giapponesi.
Molti materassi futon rivisitati da designer occidentali non hanno bisogno di essere ripiegati al mattino perché, per esempio, sono sorretti da delle piccole gambe. In alcuni casi, invece, sono appoggiati su delle reti a doghe, esattamente come i letti tradizionali.

Cos’è il tatami?

Dopo aver parlato dell’accezione tradizionale e moderna del futon, è arrivato il momento di parlare del tatami. Secondo la tradizione del Sol Levante, con il termine tatami si indica una stuoia realizzata con la paglia di riso.
I tatami, nelle case giapponesi, sono ricoperti da uno strato in giunco. Quando li si descrive, è molto importante parlare dei loro bordi curvi, ideali per sistemare al meglio i tatami nelle diverse stanze della casa.
Il bordo del tatami, inoltre, è tradizionalmente ornato con una fettuccia in cotone nero. Cosa dire invece delle misure? Che, in linea generale, si aggirano attorno a 80 x 170 centimetri. Per quanto riguarda lo spessore, si parla di circa 5 centimetri. Fondamentale è specificare che esistono variazioni a seconda della regione giapponese a cui si fa riferimento.

Un altro aspetto molto importante riguarda il loro utilizzo pratico. Curioso è quello legato all’arredamento tradizionale giapponese. In questi frangenti, è bene specificare che la stanza, nota in Giappone con il nome tecnico di washitsu, può essere ricoperta da massimo sei tatami.
Sì, hai capito benissimo: per chi vive in Giappone, il tatami è l’equivalente del nostro parquet. Anzi, per essere precisi è molto di più. Sui tatami giapponesi non ci si limita a dormire, ma ci si cammina, ci si siede, ci si mangia. In poche parole, li si utilizza per qualsiasi mansione della vita quotidiana. Molto importante, però, è camminarci su a piedi nudi o con delle calze leggere.

Oggi come oggi, i tatami sono disponibili in dimensioni molto diverse. Chi desidera acquistarne uno e introdurre un dettaglio fondamentale dell’arredamento giapponese in casa propria, dovrebbe prima di tutto fare attenzione alla composizione. Il tatami perfetto è infatti realizzato con fibre naturali. Ovviamente esistono anche versioni in materiale sintetico ma, al netto del prezzo più conveniente e della manutenzione più semplice da gestire, non sono certo la scelta adatta per chi vuole ricreare a casa propria un’atmosfera super nipponica.

Non c’è che dire: il tatami e il futon sono due elementi molto diversi. Nel corso degli anni sono entrati a far parte del nostro gusto e si sono fusi felicemente con le abitudini occidentali. Giusto per capire in che modo ricordiamo che con il futon che poggia su una rete a doghe è possibile apprezzare una maggiore aerazione quando si dorme.

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