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Quale lavoro fa bere più caffè?

In Italia si sa, il caffè è un vizio a cui nessuno riesce proprio a rinunciare, la “coccola” che da il risveglio giusto per iniziare bene la giornata. Certo è che una coccola tira l’altra, e complice lo stress e i ritmi serrati del lavoro, tra i lavoratori i caffè-dipendenti sono sempre più numerosi e non si limitano più ad assumerlo a colazione, durante il break mattutino e dopo pranzo, ma c’è chi arriva a prenderne anche 6 tazze al giorno.

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E’ il caso dei giornalisti, che sembrano aver preso alla lettera le parole di Pierre Abélard in Lettere a Eloisa,” Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso”, e aver dunque trovato la loro panacea nel caffè. Seguono, gli amministrativi, soprattutto quelli che non lavorano come dovrebbero e sono più spesso al bar che dietro la scrivania, poi gli studenti universitari, i professori, gli agenti di polizia, gli idraulici e i commercianti, tutti con una media di 6 caffè al giorno.

Poi è la volta di medici e infermieri, imprenditori e operatori telefonici, con 3-4 tazze di caffè al giorno. Si consuma meno caffeina, invece, nella moda e nell’ambito dei trasporti dove gli autisti sono coloro che bevono meno caffè di tutti, uno, massimo due, al giorno. Alla luce di quanto emerso da questo rapporto, è bene ricordare che il caffè, per quanto ci sembra svegli, non è proprio un toccasana, anzi. Un’assunzione eccessiva di caffeina porta alcuni disturbi quali: l’aumento della pressione, la disidratazione, il diabete, gli infarti e disturbi cardiovascolari. quindi è consigliabile berne al massimo due tazze al giorno.

Fonte: Cover Media

Foto immagine evidenza: gigabiting.com

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