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Quando gli stranieri che rubano il lavoro siamo noi: in Svizzera campagna anti-frontalieri italiani

Tuttavia le zone a bassa disoccupazione possono in determinati periodi storici non rimanere più tali o comunque vedere ridimensionata in maniera drastica l’offerta di lavoro… e questo è successo spesso negli ultimi anni, in Italia, in Europa e nel mondo. Ed allora quella forza lavoro che in passato mancava e che è stata così preziosa per l’economia, comincia ad essere un “peso” ed a diventare “gente che ruba il lavoro alle persone del posto”.

Lavoro in Svizzera

E’ successo nel corso degli ultimi sessant’anni all’interno degli stessi confini italiani, flussi di meridionali che si sono spostati nelle fabbriche del Nord ed hanno contribuito insieme a connazionali settentrionali a fare dell’Italia una potenza economica mondiale, poi additati come coloro “rubano il lavoro” quando il lavoro ha cominciato a scarseggiare per tutti.

La Gran Bretagna è un Paese ricco e potente e per decenni tanti italiani volenterosi e che non hanno avuto paura di lavorare duro e sporcarsi le mani sono emigrati oltre-manica, contribuendo attivamente alla crescita del Paese. Poi nel 2009 sale la disoccupazione, gli stessi cittadini britannici fanno fatica a lavorare (specie in determinate zone), un’azienda italiana (contro cinque del posto) vince una gara d’appalto per lavorare in una grossa raffineria petrolifera e vuole impiegare operai italiani. Scatta la protesta della gente del luogo: “ci rubano il lavoro”.

Oggi la Svizzera è in campagna elettorale. La forza politica UDC (che non ha nulla a che vedere con l’omonima italiana) punta tutto sugli italiani che rubano il lavoro agli svizzeri. I frontalieri che sono sempre stati vitali per l’economia del Ticino (sia perché hanno svolto lavori più duri e sottopagati, sia perché molti nostri concittadini hanno portato in svizzera competenze talmente ricercate e professionali da essere indispensabili per la crescita economica) diventano un pericolo da cui difendersi.

Nella foto è rappresentato il manifesto elettorale: “a Lugano 8.000 frontalieri italiani nel terziario”, che riducono il brillante professionista svizzero in mutande. È una situazione che fa molto riflettere, specialmente quando in Italia qualcuno addita gli stranieri come coloro che rubano il lavoro agli italiani… siamo tutti stranieri agli occhi di qualcun altro.

Written by Marco Fattizzo

36 anni, esperto in tematiche del lavoro e dell'occupazione, appassionato di politiche internazionali, laurea in Scienze Politiche. Ha il pallino per le tecnologie web e vanta importanti collaborazioni editoriali. Vive in giro per l'Europa con moglie, figlio e gatto.

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