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Quanto valgono le squadre di calcio? Ecco la classifica

Quanto valgono le squadre di calcio europee? Quali squadre hanno la valutazione maggiore dal punto di vista economico? In quali campionati militano le squadre “più ricche”? Perché alcune squadre straniere hanno molto più denaro a disposizione rispetto alle squadre italiane? Ecco la classifica dei 32 team più ricchi e quali sono le loro fonti di guadagno.

Quanto valgono le squadre di calcio?

Per conoscere quanto valgono le squadre di calcio europee ed italiane, esiste lo studio della società di consulenza KPMG: nel momento in cui il pallone è diventato un business mondiale, gli investitori internazionali che vogliono entrare nel business del football europeo, possono avere una misura delle risorse necessarie ad acquisire il controllo di questa o quella squadra, e di quanto servirà per renderla competitiva, nella prospettiva che i successi sportivi portino poi ampi ritorni economici. Anche nel calcio italiano stanno entrando investitori stranieri (basti pensare a Roma, Milan, Inter…), e la capacità delle squadre di generare utili, rappresenta un fattore fondamentale nella scelta di questi investitori su quali squadre “puntare” e quanto. Per calcolare il valore delle squadre europee, sono stati presi in esame il fatturato annuale, l’incidenza delle retribuzioni di giocatori e personale vario sul fatturato, il bacino dei tifosi, il valore dei giocatori, le entrate dai diritti televisivi e la disponibilità, o meno, di uno stadio di proprietà della squadra.

Quali squadre valgono di più?

Sul podio troviamo 3 Superpotenze del calcio europeo: Real Madrid, Manchester United e Barcellona. Real e Man UTD hanno un valore stimato pari a 2,905 Miliardi di €, poco più dei 2,758 Miliardi di valore stimato del Barcellona. Essendo questo valore frutto di valutazioni con elementi di discrezionalità, viene indicato un valore massimo ed uno minimo, per cui da ora in avanti parliamo di cifre medie tra questi 2 valori. Per intenderci, il valore minimo del Real Madrid è inferiore a quello del Manchester United (2,814 Miliardi contro 2,829 Miliardi), mentre il valore massimo dei madridisti è superiore a quello dei “Reds” (2,996 Miliardi contro 2,981 Miliardi). Il Bayern di Monaco è l’unico altro team ad avere un valore stimato superiore ai 2 Miliardi (2,153). Tra 2 ed 1 Miliardo di valore troviamo 4 squadre inglesi, nell’ordine Arsenal (1,663), Manchester City (1,620), Chelsea (1,453) e Liverpool (1,273). Sulla frontiera tra i 900 Milioni ed il Miliardo di valore troviamo la Juventus (983 Milioni), nona assoluta e prima italiana, davanti alla decima assoluta, il Paris Saint Germain, valutata 843 Milioni.

Quanto valgono le squadre di calcio italiane?

Oltre alla Juventus, unica nella Top10 Europea, per trovare altre squadre del nostro campionato, tocca scendere alla 15esima posizione, dove troviamo il Milan, seguito da Inter, Napoli e Roma dalla 17esima alla 19esima posizione. La compagine rossonera è valutata attorno ai 545 Milioni, circa la metà di quanto si aspetta Berlusconi per cederne il controllo, mentre Inter e Napoli si situano attorno ai 400 Milioni (399 e 394 Milioni), e la Roma poco sotto questo scaglione (358 Milioni). Le altre due squadre italiane del campione di 32 squadre prese in esame, sono Lazio, in 23esima posizione (233 Milioni) e Fiorentina in 32esima posizione (156 Milioni).

Quanto valgono le squadre di calcio europee?

Tra le maggiori “potenze” del football europeo, troviamo le squadre olandese, portoghese e turca con la maggior valutazione, immediatamente a ridosso della Roma, nelle posizioni 20esima, 21esima e 22esima: stiamo parlando di Ajax, Benfica e Fenerbahce, con valutazioni comprese tra i 250 ed i 300 Milioni di Euro. Come si può vedere il confronto tra i campionati inglese e spagnolo, e quello italiano, è impietoso. Il valore complessivo delle 8 squadre inglesi prese in esame (oltre a quelle citate sono comprese Everton e Tottenham Hotspur) è oltre che triplo (10,170 Miliardi) rispetto al valore aggregato (3,069 Miliardi) delle 7 società italiane. Anche le 5 compagini spagnole prese in esame (oltre a Real e Barcellona, anche Atletico Madrid, Valencia e Siviglia) hanno una valutazione complessiva più che doppia (6,639 Miliardi) rispetto alle 7 italiane. Notizie analoghe anche sul fronte germanico: i soli tre team presi in esame (Borussia Dortmund, Bayern Monaco e Schalke 04) hanno una valutazione superiore (3,608 Miliardi) a quella delle 7 sorelle tricolori. Questi valori rispettano il cambiamento di forze in campo vissuto dalle squadre italiane rispetto ai decenni passati: oggi i giocatori più forti e più costosi vengono messi sotto contratto dalle migliori squadre inglesi e spagnole (e dalla superpotenza economica del PSG), mentre le squadre italiane devono, quando va bene, accontentarsi di 1-2 soli atleti di primo piano. Il tutto si traduce nella sempre maggior difficoltà delle squadre italiane a fare strada nelle competizioni europee, che solo pochi anni fa erano terreno di conquista di squadre italiane anche di non primissima fascia. Questa situazione potrebbe riequilibrarsi con l’arrivo di ricchi investitori da altri continenti, come sta accadendo con gli investitori cinesi nelle squadre milanesi, eppure colpisce il provincialismo e la sufficienza con cui l’opinione pubblica e la grande stampa, li “accolgono”.

Perché le squadre inglesi, spagnole e tedesche sono “più ricche”?

I motivi per cui le squadre straniere sono “più ricche”, sono più d’uno e sono concatenati. Una spiegazione, non l’unica, ma quella che va compresa maggiormente per riportare “in alto” il football tricolore, è dovuta a COME le squadre dei vari campionati “guadagnano”. Ossia a quali sono le entrate economiche, e quanto pesano i vari tipi di entrata sul totale. Questo tipo di dati ce lo fornisce il “Report Calcio 2016” pubblicato dalla Federazione Italiana FIGC. I tipi di entrate di una squadra di football si raggruppano in tre categorie: “Diritti Radiotelevisivi”, “Incassi dallo Stadio” e “Attività commerciali e sponsor”. Le squadre italiane hanno una preponderante “dipendenza” dai diritti televisivi, che contano per il 58% delle entrate, contro il 54% per le squadre inglesi, il 48% per quelle spagnole e solo il 32% per quelle tedesche. Al contrario le entrate dal “botteghino” pesano molto poco: solo il 11% del fatturato delle squadre italiane è infatti rappresentato dagli incassi degli stadi, contro il 18%, 21% e 20% rispettivamente di Premier League, Bundesliga e Liga Spagnola. Anche per quel che riguarda le attività commerciali e sponsorizzazioni, in Serie A rappresentano il 23% degli incassi, contro il 28% degli incassi in Premier e addirittura il 41% in Bundesliga.

Già queste due proporzioni la dicono lunga sui gap da recuperare per il sistema football italiano. Non solo le squadre inglesi incassano una media di 104 Milioni per squadra dai diritti televisivi, contro i 50 di media per le squadre italiane, ma sono persino meno “dipendenti” delle squadre italiane da questa entrata. Speculare il discorso sugli stadi, che rappresentano ancora un quinto delle entrate delle squadre nelle altre nazioni, mentre in Italia sono diventate un “trascurabile” decimo delle entrate. L’aspetto stadio è uno dei fattori su cui è vitale lavorare, insistendo con gli stadi di proprietà: più piccoli, più comodi, più sicuri, progettati per le attività commerciali e di conseguenza più redditizi. Non che le squadre italiane non vogliano investire su questo aspetto, piuttosto i bastoni tra le ruote sono stati messi dalle amministrazioni comunali, che pretendono condizioni assurde per concedere le autorizzazioni a costruirli. Una volta messo a posto questo punto dolente, si può lavorare meglio anche sull’aspetto sponsorizzazioni, migliorando i fatturati e potendo quindi portare a casa giocatori più forti. Se migliora il livello delle squadre, si possono negoziare condizioni ancora migliori sui diritti televisivi, e magari accorgersi di essere meno dipendenti di prima da questa fonte di reddito. E avviarsi a ritornare un campionato di primo piano a livello europeo, e a partecipare da protagonisti ai tornei internazionali.

 

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