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Quarto Grado domenica 19 febbraio 2017, l’intervista a Michele Misseri: “Penso che Sarah mi abbia perdonato”

A Quarto Grado nella puntata di oggi, domenica 19 febbraio 2017, è stata mandata in onda una lunga intervista a Michele Misseri sull’omicidio di Sarah Scazzi. In attesa della sentenza in cassazione per la morte della ragazzina di Avetrana avvenuta il 26 agosto 2010, nella prima puntata domenicale del programma condotto da Gianluigi Nuzzi, l’approfondimento è stato incentrato sulle parole di ‘zio Michele’ che ha mostrato alle telecamere della nota trasmissione di essersi auto recluso in casa propria e di aver cercato in tutti i modi di ricreare quello che potrebbe essere l’ambiente di un carcere. Misseri, che attende con ansia la giornata di domani, lunedì 20 febbraio 2017, ha detto: “Penso che Sarah mi abbia perdonato” ed aggiunto: “Sono uno che non si sfoga, ma quel giorno sono esploso e purtroppo è incappata quella poveretta: se fosse stata mia figlia penso che avrei fatto lo stesso” ma soprattutto ha sottolineato: “Sabrina e Cosima in carcere da innocenti… io vivo come fossi con loro:gli scrivo tutte le settimane, ma non mi rispondono perché stanno soffrendo“.

Nell’intervista realizzata da Alessandra Borgia Michele Misseri ha mostrato di vivere solo in cucina e di non occupare nessun’altra stanza della casa in cui viveva con la figlia Sabrina e la moglie Cosima prima che le due donne venissero portate in carcere. “Sì. Qui scrivo tutto quello che faccio: questi sono i diari che faccio io; gli altri li ho già conservati” Con queste parole ‘zio Michele’ ha mostrato alla giornalista di Quarto Grado alcuni diari dove è solito appuntare tutto quello che fa. Quando la giornalista ha fatto notare a Michele Misseri: “Sarah ritorna un po’ ovunque, lei scrive sempre di Sarah” questi ha risposto: “Sì, all’inizio scrivevo molto più su di lei“. Misseri ha poi svelato di inviare lettere alla moglie e alla figli circa ogni settimana ed aggiunto che vivere così è: “Brutto. Deve succedere, una cosa del genere, per crederci. Bisogna metterci la coscienza per capire quanto sto soffrendo io, nessuno mi vuol credere, però non si vede“.  Continuando a ribadire l’innocenza di Cosima e Sabrina Michele Misseri ha aggiunto: “Fossero colpevoli, almeno. È inutile che mi dicano: “Adesso stai bene, le donne non sono in casa”. Le donne, a me, non hanno mai dato fastidio” concludendo con: “non è giusto quello che i giudici stanno facendo loro. Condannare due innocenti è facile, facilissimo“.

Nella seconda parte dell’intervista, all’interno del garage, dove Misseri ha costruito una specie di “altarino” con foto di Sarah, zio Michele ha detto: “Ricordo solo quando è suonato il cellulare che Sarah aveva in mano… il cellulare è caduto a terra e si è aperto. Ma mi dovete fare questa domanda: se Sabrina avesse ucciso Sarah, con Cosima, perché avrebbero dato a me il cellulare, per farlo riapparire in seguito? Penso che non me lo avrebbero dato. Hanno pensato a troppe cose, ma la cosa principale non l’hanno pensata” aggiungendo: “Ho detto sempre: “Non ricordo il momento… ricordo quando ho preso la corda, ma non ricordo quando l’ho stretta”. Non so nemmeno quanti minuti… quando è suonato il cellulare, ho mollato ed è caduta per terra. C’era un compressore uguale a questo. Per questo dicevo: “Dovete vedere sul compressore, se c’è qualche cosa”. Invece dice che non hanno trovato niente, da nessuna parte hanno trovato niente. Sarah ha fatto anche la pipì, perché ricordo che era bagnata quando l’ho presa… la pipì doveva stare a terra…”.

Nonostante Michele Misseri scriva ogni settimana, una lettera alla figlia e alla moglie, pare che le due donne non gli rispondano. L’uomo ha raccontato alla giornalista di Quarto Grado di soffrire moltissimo e di sapere il perché, dal carcere, non giungono lettere per lui. Le due donne, per colpa sua, stanno soffrendo molto e lui vuole continuare a farsi sentire presente. Proprio pensando alla moglie e alla figlia Michele Misseri si è commosso e ha aggiunto: “Le ho deluse, sì… perché non se lo sarebbero mai aspettate, che io potessi fare una roba del genere. Ma nemmeno io me l’aspettavo. Mi dispiace. A me interessa che Dio sappia che dico la verità e anche che Sarah sappia che dico la verità. Se le cose andranno come penso che andranno, Sarah non avrà nessuna giustizia. Se m’incolpano di occultamento di cadavere, a me non cambia niente“.

 

foto credit Ufficio Stampa Mediaset – Quarto Grado

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