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“Quarto Grado”: ha parlato in esclusiva uno degli autori del furto della reliquia di Woytjla

Davide C., uno dei tre giovani fermati per il furto della reliquia di Giovanni Paolo II, ha dichiarato che si è pentito, così come i suoi compagni e non pensavano di combinare tutto questo ginepraio. Spera che l’opinione pubblica li perdoni e che il giudice dia loro il minimo della pena per aver collaborato e andranno dal parroco a chiedere scusa. Sono queste alcune delle parole pronunciate dal giovane raggiunto dall’inviato di “Quarto Grado Giorgio Sturlese Tosi, una volta rimesso in libertà dopo l’interrogatorio. Quarto Grado logo2

L’intervista integrale è stata trasmessa nel corso della puntata di venerdì scorso in prima serata su Retequattro. Alla domanda di com’è nata questa idea, perché si sono resi protagonisti di un gesto così e se si rendevano conto che ciò che facevano era un sacrilegio, Davide ha risposto che veramente non lo sapevano. Un elemento importante che è emerso era: se l’avevano detto loro dove si trovava la reliquia e se sono stati loro a permettere il ritrovamento. Più che altro i tre si sono pentiti del gesto e non pensavano minimamente di aver creato una situazione come questa.

Il giornalista è convinto che il gesto insensato, di cui sono stati protagonisti, sia stata una cosa più grande di loro. Era iniziato come un semplice furto d’oro e non si sono resi conto di ciò che stavano commettendo. Infatti se avessero lasciato la parte in stoffa con il sangue di Giovanni Paolo II dove si trovava sarebbe stato molto meglio e la gente, forse, li avrebbe perdonati. Sperano che il giudice dia loro il minimo della pena visto che  hanno collaborato. Davide, alla domanda se in questi giorni andrà dal parroco a chiedere scusa, ha risposto senza ripensamenti di sì.

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