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Quarto Grado, intervista alla mamma di Noemi Durini: “Sono tutti complici”

Nella seconda puntata di Quarto Grado, la trasmissione di Rete 4 condotta da Gianluigi Nuzzi, è stata mandata in onda l’intervista realizzata dall’inviato Remo Croci a Imma Rizzo, madre di Noemi Durini, la ragazza di 16 anni di Specchia, in provincia di Lecce, uccisa dal fidanzato reo confesso Lucio M., di 17 anni. A parlare con il giornalista della nota trasmissione non è stata solo la mamma di Noemi, ma anche la sorella Benedetta. Le due paiono credere molto nella giustizia e attendere con ansia che il reale colpevole o i colpevoli paghino per quanto accaduto. Nonostante Lucio abbia confessato, infatti, la famiglia di Noemi pare non essere convinta che il giovane sia l’unico colpevole.

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A Quarto Grado, nell’intervista alla mamma di Noemi, la donna ha potuto descrivere la figlia e smentire così le voci che sono circolate negli ultimi giorni. La donna, visibilmente provata, ha detto: “Noemi era una ragazzina veramente speciale. Anzi… è tuttora una ragazzina speciale, perché ci guida da lassù. Lei sta con noi… è un pezzo di cuore che resterà sempre qua dentro. Noemi era solare e lo potete chiedere chiedere a tutti. Era sempre allegra, le piaceva dialogare e avere amicizie. Però queste persone cattive me l’hanno portata via. All’inizio hanno fatto finta di volerle bene. Ma quando hanno visto che mia figlia veniva da una famiglia di onesti, di persone che si guadagnano un pezzo di pane lavorando da mattino a sera per mantenere la famiglia… hanno visto che non potevano competere. Questa, forse, è la risposta più giusta. Con l’onestà e il lavoro delle persone che sudano dalla mattina alla sera, no, non ce la facevano… Sono persone disoneste: lo sanno tutti. Però, adesso, che purtroppo Noemi quelle brutte persone me l’hanno portata via… perché sono veramente delle brutte persone…, la devono smettere di infangare la memoria di mia figlia. Mia figlia è cresciuta in una famiglia sana, con degli obiettivi […]. Solo che, purtroppo, Noemi voleva fare la crocerossina: aiutare questo ragazzo che, alla fine, è sempre stato sano di mente e capace di intendere e di volere“.

La signora Imma Rizzo ha poi aggiunto, scagliandosi contro la famiglia di Lucio: “E al signor Biagio, insieme alla moglie: basta con queste sceneggiate napoletane! Non servono. Ci sarà giustizia per mia figlia… Non vi dovete permettere mai più! Signor Biagio, mi guardi bene negli occhi. Signora, mi guardi bene negli occhi… se la posso chiamare signora… non la chiamo mamma, perché una mamma non fa questo… Signora: basta sceneggiate […]. Signor Biagio: le scenate se le faccia a casa sua con sua moglie. Queste persone hanno sempre mandato calunnie nei confronti di mia figlia e gli inquirenti lo sanno: prenderanno i tabulati e ci saranno le minacce vocali, telefoniche, con messaggi di Whatsapp o altri messaggi normali. Quindi, signor Biagio, stia calmo e stia attento: lei mi può dire qualunque cosa, ma mia figlia non la deve toccare mai più

Allegra, educata e rispettosa. Ecco come Imma Rizzo descrive sua figlia Noemi. “Sono tutti complici !” La donna è fermamente convinta che non sia solo colpa di Lucio ed aggiunge: “Mia figlia è nata in una famiglia sana, perfetta: ecco perché è morta. Mia figlia, grazie a lei, signor Biagio, a lei che non la poteva vedere, perché suo figlio doveva diventare il secondo delinquente come lei… Mi assumo tutte le mie responsabilità e con questo ho chiuso“.

Lucio, dopo la confessione, si trova ora in una struttura protetta ed è accusato di omicidio volontario. Il padre del giovane, invece, ha ricevuto un avviso di garanzia per sequestro di persona e concorso in occultamento di cadavere. Contro quest’ultimo, più che contro Lucio, però, si è più volte scagliata la famiglia di Noemi e soprattutto il padre della ragazza. Dichiarazione dopo dichiarazione il giallo sembra infittirsi.

Parlando della mattina della scomparsa di Noemi la donna, ai microfoni di Quarto Grado, ha poi raccontato: “Mi sono allarmata. Perché, conoscendo mia figlia, ho detto: “Qui c’è qualcosa che non va”. Poi ho fatto le mie indagini, ho cercato tutti gli elementi che portassero alla verità… il maresciallo lo può confermare… collaborando insieme, abbiamo risolto… anzi, non abbiamo risolto niente perché non c’è più. Però poi risolverà tutto la giustizia, sia quella divina che quella terrestre“. La mamma di Noemi pare aver molta fiducia negli inquirenti e  nella giustizia italiana ed attacca nuovamente la famiglia di Lucio dicendo: “Sì che ci credo: Se non credessi nella giustizia non sarei qui da voi, non sarei qui nello studio dell’avvocato, non sarei stata ieri in prefettura per dire quello che pensavo e quello che devono fare. Io credo nella giustizia: guai se non fosse così. Perché altrimenti diventeremmo tutti come quell’assassino lì… che tutti si fanno giustizia da sé. La giustizia ci deve essere per forza. Non posso e non potrei mai credere che non ci possa essere la giustizia“.

Sia Benedetta, che Imma, hanno descritto la relazione fra Noemi e Lucio come un rapporto malato. Secondo loro il giovane era troppo possessivo tanto che Noemi non era più felice. La sorella, secondo quanto raccontato a Quarto Grado, ha cercato di allontanarlo, ma in cambio ha ricevuto una minaccia da Lucio che le avrebbe detto: “Che mi avrebbe fatto qualcosa… è una persona molto furba, molto intelligente e soprattutto un manipolatore impeccabile. Altrimenti mia sorella non sarebbe finita in quelle condizioni. Proprio per questo motivo, mia sorella voleva portarlo sulla giusta strada, è passata alla morte“.

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