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Quello che le donne non dicono: i primi 5 punti

Mi è stato regalato un libro – tempo fa – dal peso specifico di una farfalla a fine giornata. Uno di quei libricini “agili” da sbranare in una notte di mezza insonnia, per intenderci: Tutto quello che gli uomini sanno delle donne”.

Il mio entusiasmo non avrebbe raggiunto livelli così alti nemmeno entrando in possesso della password di facebook del mio ex o venendo a conoscenza del quarto mistero di Fatima. Bene…

Mi strucco in fretta e furia, annullo qualsiasi tipo di eventuale impegno aperitiviano o cinema-addicted, cellulare in modalità silenziosa e… In men che non si dica ero già sotto le coperte in trepidante attesa di scoprire, una volta per tutte, come funziona questo contorto mondo dalle tinte rosa-blu.

Prima pagina: bianca. Sfoglio senza esitare, in cerca della prefazione che tardava a farsi trovare. Seconda: vuota. Terza: idem come sopra. Quarta, quinta, sesta… Cinquantesima: il nulla più assoluto!

Sba-bam! Eccola lì la verità, amiche mie. Gli uomini ne sanno di donne quanto io di calcio: nulla! La risposta all’annosa questione che attanaglia le nostre menti è proprio in quelle pagine, nero su bianco (ma l’intera scorta di nero è stata sfruttata per il titolo dai caratteri cubitali).

John Gray l’aveva capito sin dall’inizio: “Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano ed accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla Terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi…”. E pensate: stiamo parlando di uno psicosessuologo di 45 anni, divorziato e felicemente risposato!

Imparando a parlare la lingua del nostro interlocutore il rapporto improvvisamente diviene facile, semplice ed esente da incomprensioni”.

Se veramente gli uomini vengono da Marte e noi da Venere, beh… Allora è bene stilare una lista di punti sacri che funga da traduttore simultaneo dalla lingua alfa alla nostra, contorta e dolcemente complicata.

Comincerei coi primi 5. Non possiamo svelare tutto al primo appuntamento…

  1. Non troveremo mai una cosa nella borsa al primo colpo, grande o piccola essa sia: fatevene una ragione! E non scervellatevi nel tentativo di scoprire cosa diavolo ci abbiam messo dentro, assillandoci con domandine del tipo “cosa te ne fai di un borsone così grosso se stiamo solo uscendo a cena con Mario e Laura”: sono tutte cose indispensabili! Deodorante, profumo, portafogli, trucchi, ombrellino (sia mai venisse a piovere), pachmina (sia mai tirasse un po’ di vento), ballerina (sia mai si gonfiassero i piedi col vino), fazzoletti, cicche, porta monete, chiavi di casa con tanto di portachiavi peluche storico dal quale non riusciamo a staccarci, caricatore del cellulare, occhiali da sole per il tragitto non ancora del tutto buio, l’ultimo numero di Novella 2000 (un po’ di sano pettegolame fa bene allo spirito), assorbenti (sia mai il ciclo arrivasse in anticipo) e il nostro ex imbalsamato: giusto per fargli prendere aria ogni tanto.
  2. Quando siamo lisce vogliamo essere ricce e quando siamo ricce vogliamo essere lisce: siamo delle inguaribili insoddisfatte! Per agevolarvi la lettura, vi basti sapere – cari marziani – che in linea di massima puntiamo sempre a desiderare ciò che non possiamo avere. E non parlo solo di capelli…
  3. Riusciamo a divorarci 3 cornetti gelato di fila, intervallando con un pacchetto di Pringles e terminando con un sacchetto di cocacoline della Haribo silurato in tempo zero: no, non siamo mostri né super eroi. Abbiamo semplicemente due stomaci, non ve l’aveva mai detto nessuno?
  4. Piangiamo fino allo sfinimento, odiamo tutti e pensiamo che il mondo stia per finire. Poi ci sciacquiamo la faccia, una bella restaurata che manco a Lourdes han visto simili miracoli ed usciamo di casa tirate e patinate pronte per lo scatto da copertina facendo credere a tutti che siamo le donne più felici sulla faccia della terra. Diciamo che con la sopravvivenza ce la caviamo niente male!
  5. Entriamo nei negozi e proviamo gli abiti più pazzeschi pur sapendo di non avere un centesimo in tasca: beh? Voi vi comprate il calendario di Belen, rimanete a fissarla per ore, fate quel che dovete fare ma sapete fin dall’inizio che non si materializzerà nel vostro letto… Il concetto è lo stesso, per intenderci.
  6. … to be continued.

 

Direi che come prima lezione di venusiano abbiam già fatto passi da gigante e per oggi mi fermerei qui. Ci leggiamo settimana prossima con la lezione numero due.

Fate in modo che il marziano al vostro fianco inciampi in questa rubrica: sia mai possa imparare a parlare la vostra lingua! Tentar non nuoce ;)

 

 

 

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