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Radovan Karadzic: condannato a 40 anni di carcere per crimini contro l’umanità

Giustizia è fatta, il mostro è in galera. Il Tribunale penale internazionale dell’Aja ha sentenziato 40 anni di carcere per Radovan Karadzic. L’ex leader dei serbi in Bosnia è risultato colpevole per diversi capi d’imputazione, tra cui: crimini contro l’umanità, crimini di guerra ed il genocidio di Srebrenica. In totale le accuse di cui risponderà Karadzic sono dieci.

Non solo Srebrenica, insieme ai suoi vice Momcilo Krajisnik, Biljana Plavsic, Nikola Koljevic e Ratko Mladic, il leader serbo è stato accusato della “impresa criminale congiunta” nell’assedio di Sarajevo. La lista di capi d’imputazione è lunga, ci sono anche persecuzioni, stermini, deportazioni, uccisioni, trasferimenti forzati, attacchi contro civili, ed è responsabile per l’azione contro i caschi blu, utilizzati come ostaggi.

L’unico capo d’accusa che non ha retto al primo grado di giudizio è stato il genocidio a Bratunac, Prijedor, Foca, Kljuc, Sanski Most, Vlasenica e Zvornik. I crimini c’erano, ma i giudici non sono stati convinti dall’intento di voler annientare popolazioni non serbe su suolo bosniaco. Intanto le madri bosniache di Srebrenica sono state nominate al Nobel 2016 per la Pace. Vent’anni dopo, la sentenza dell’Aja ha messo fine ad una delle pagine più nere della storia.

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