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Ragazze investite e uccise a Roma, i genitori: «Ricostruzioni diffuse con troppa leggerezza»

Questa mattina, poco prima dei funerali di Gaia e Camilla, i genitori di una delle due ragazze investite e uccise a Roma hanno rilasciato alla stampa una nota riguardo le indagini sul tragico incidente. «Chi perde il coniuge è vedovo, chi perde i genitori è orfano. Chi, come noi, perde una figlia non ha nemmeno un nome che lo definisca: la morte di un figlio è talmente innaturale da  aver reso la nostra condizione indicibile, è letteralmente ‘qualcosa che non può essere detto».

>> Ragazze investite e uccise a Roma: oggi i funerali, il punto sulle indagini

ragazze investite e uccise a Roma

«Chiediamo rispetto per il nostro dolore e il nostro silenzio»

Rispetto per il dolore ed il silenzio. Questo chiedono Gabriella Saracino ed Edward Von Freymann, i genitori di Gaia, una delle due 16enni investite e uccise da Pietro Genovese nella notte tra sabato e domenica scorsi a Corso Francia a Roma. «Anche per questo – aggiungono i due, assistiti dall’avvocato Giulia Bongiorno – non abbiamo finora parlato con nessuno e oggi chiediamo rispetto per il nostro dolore e il nostro silenzio. Quando troveremo le parole giuste parleremo, e diremo la nostra sulle tante
ricostruzioni che in questi giorni sono state diffuse dai media con troppa leggerezza».

ragazze uccise e investite a Roma

Ragazze investite e uccise a Roma, i genitori: «Scrupolosità per chi scrive di questa tragedia»

«Per il momento – conclude la nota dei genitori di Gaia – invitiamo alla prudenza e alla scrupolosità chi scrive di questa tragedia. Gaia era piena di gioia di vivere, ma era anche matura e responsabile. Ci manca moltissimo. Per questo desideriamo ringraziare chi ha pianto con noi, chi ci ha offerto conforto e sostegno». L’invito è chiaramente rivolto a chi in queste ore sta contribuendo a costruire più versioni dall’accaduto, al di là delle testimonianze di chi era in auto con Pietro Genovese, l’investitore, già al vaglio degli inquirenti. Il tragico incidente di corso Francia ha sconvolto l’intera comunità. Sgomento che si è riflesso anche nell’omelia di Don Gianni Matteo Botto, il parroco che ha officiato le esequie delle due sedicenni romane: «Qual è il senso della nostra vita? – ha detto il sacerdote – Mandarla in fumo? Berci la nostra vita? Questa è vita? O sono finte libertà? Un arbitrio che in realtà toglie la libertà perché ci toglie la consapevolezza e rende ‘schiavi. E ‘magari quando sei sbronzo ti metti pure a guidare. In fondo pensiamo tutti di essere un po’ padreterni, superuomini, e poi non riusciamo a seguire le regole comuni».

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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