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Ragazzo morto nella cartiera, 5 indagati: stava preparando ordigni molotov

Nuovi dettagli giungono dall’inchiesta aperta dopo la morte di Alessandro Giani, il 18enne varesino morto il giorno di Natale dopo la caduta dal tetto di una fabbrica dismessa: indagati per omicidio colposo anche i due amici del ragazzo.

Dall’inchiesta del Pm Luca Pisciotta emergono nuovi dettagli sull’incidente che ha portato alla morte di Alessandro Giani, 18 enne caduto dal tetto di un magazzino della cartiera Mayer di Cairate, in provincia di Varese: secondo quanto emerso dalle indagini e dagli interrogatori, il giovane e due amici si trovavano nella fabbrica dismessa per lanciare bottiglie molotov artigianali fabbricate da loro stessi. Proprio per questo motivo, i due ragazzi che hanno partecipato alla ragazzata finita male sono indagati sia per omicidio colposo sia per fabbricazione di ordigni esplosivi.

Indagati anche i proprietari dell’area dismessa: 550mila metri quadri non tutti recintati in cui è possibile accedere a piedi senza troppo difficoltà. L’accusa per loro è di omicidio colposo ma anche di contestazione di contravvenzione: “Comprendo che la magistratura debba fare il suo corso e sono molto colpito dalla tragedia ma impedire l’ingresso abusivo di persone in un’area del genere risulta quasi impossibile. La ex cartiera è dislocata su tre comuni, Cairate, Locate Ceppino e Fagnano Olona, e in alcuni punti la rete passa da aree boschive” ha detto l’amministratore delegato di Prealpi Servizi, proprietaria dell’area industriale in questione.

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