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Ragusa, murati in casa per evitare lo sfratto: ecco la storia di Paolo e Pina Iacono

Umiliazione, disperazione, fallimento. Questo l’humus in cui è maturato il gesto estremo compiuto da Paolo e Pina Iacono, una coppia di coniugi residente a Comiso, in provincia di Ragusa. Per la mattina di oggi, 31 ottobre, era previsto infatti lo sfratto giudiziario della loro abitazione, finita all’asta e venduta per 30 mila euro. Così, Paolo e Pina, per impedire che ciò avvenisse, ieri sera si sono fatti murare in casa, in segno di protesta, legati alle bombole del gas. La coppia, affiancata da un legale, è stata sostenuta dai Forconi, capitanati da Mariano Ferro, e dal Movimento degli agricoltori. Quando questa mattina l’ufficiale giudiziario è arrivato in via Arno 42, davanti casa Iacono, per entrarvi è dovuto passare dalla finestra. C’era in atto il presidio in quel momento, e i due coniugi, barricati e ‘murati’ in casa, hanno dichiarato di non volersene andare.Casa all'asta a Ragusa

Un gesto simbolico, il loro, che vuole richiamare l’attenzione sulla disumanità delle aste giudiziare e dei pignoramenti. Al momento è in atto una trattativa tra la coppia, l’acquirente dell’immobile e l’ufficiale giudiziario, che ha fatto la sua proposta: “Uscite dalla casa e vi daremo la possibilità di ricomprarla in un secondo momento”. La replica dei signori Iacono è stata pronta e decisa: “Diamo alla nuova proprietaria i 30 mila euro, prezzo di aggiudicazione della casa e in più le paghiamo le spese legali. Ma noi rimaniamo qui”.

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