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Raid anti-Isis, anche l’Italia in guerra: i caccia “Tornado” bombarderanno in Iraq

Anche l’Italia in guerra contro lo Stato islamico. Secondo un’indiscrezione de Il Corriere della Sera, infatti, nelle prossime ore gli aerei italiani in forza alla coalizione internazionale ‘anti-Isis’ composta da 60 paesi entreranno in azione con dei rad in Iraq, sulla base di nuovi accordi stabiliti dagli Usa nell’ambito della guerra al terrorismo.

I velivoli italiani messi a disposizione della coalizione sarebbero quattro Tornado del sesto Stormo di Ghedi, finora impegnati in missioni di ricognizione ed ora inviati in una base aerea in Kuwait, pronti anche a bombardare; ancora, un aereo cisterna KC 767 e vari droni disarmati. Le azioni di bombardamento dei caccia italiani in Iraq “sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento”, ha tuttavia dichiarato il Ministero della Difesa in merito alle indiscrezioni emerse quest’oggi.

Il perché dell’intervento militare italiano in Iraq e non in Siria, sulla scia di quello francese, è dovuto al fatto che il governo di Baghdad ha esplicitamente chiesto all’Italia di intervenire, legittimando così l’azione bellica, cosa che invece non sarebbe accaduta in Siria, dove “Assad non ci ha chiesto nulla” e intervenendo, l’Italia, violerebbe i vincoli imposti dalla Costutuzione. Lo ha spiegato Matteo Renzi a New York in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha avuto luogo la settimana scorsa.

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