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Ramadan, regole da rispettare per l’Algeria ai Mondiali 2014

Questa notte inizia il Ramadan, il mese caldo, il mese sacro, il digiuno di purificazione dei musulmani. Un periodo di regole antiche che prevedono la lontananza da cibo e acqua dall’alba al tramonto, oltre alla preghiera. La nazionale dell’Algeria impegnata ai Mondiali 2014 in Brasile scatena un bibattito che divide il paese islamico.

Algeria ramadan Germania ottavi di finale

I precetti della religione di Maometto prevederebbero che durante il Ramadan il fedele rispetti il digiuno di purificazione. E’ evidente, però, che questo potrebbe influenzare in maniera negativa le prestazioni degli atleti. Per questa ragione le massime islamiche dell’Algeria si sono ritrovate su due posizioni opposte. Da un lato, infatti, c’è chi sostiene che i giocatori sono in viaggio. La Sharia prevede che il fedele che lo è sia dispensato dai precetti del digiuno. All’altro capo della polemica, però, autorità socio-religiose del paese nordafricano, non sono concordi. Anzi.

Sostengono che il viaggio dei giocatori non è per curare una malattia, per il jihad o per motivi di studio: giocare a calcio non è un motivo sufficiente per non digiunare. Questa tesi è supportata da un credo molto forte: secondo i musulmani, Dio sta dalla parte di chi digiuna. Facendolo, quindi, i giocatori avrebbero Allah dalla loro parte. La federazione calcistica dell’Algeria avrebbe chiesto alla FIFA di spostare le partite di notte, in modo da consentire il digiuno del Ramadan. La richiesta non è stata accolta. Visto il caldo umico del Brasile e la fisiologica necessità di energie che lo sport richiede, sarà davvero complicato trovare le forze per gli atleti più rispettosi. Solo Germania-Algeria di lunedì ci mostrerà come andrà a finire.

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