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Rapporto Almalaurea 2013: sempre meno laureati

È l’ultimo rapporto di Almalaurea, il consorzio che comprende 65 università, tra cui anche la Bicocca di Milano, a fotografare la situazione dei laureati del 2013.

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Crescono gli adulti che si iscrivono all’università (17% in più rispetto all’11% registrato una decina di anni fa), riuscendo a conciliare abilmente studio e lavoro. Molti dei laureati provengono da famiglie dalle origini umili e tre su quattro di loro sono i primi a conquistare l’ambito titolo in famiglia.

Ora, veniamo ai dati più sconfortanti. Dal 2003 al 2012 si è registrato un crollo costante di immatricolazioni: ad oggi, solo 3 diciannovenni su 10 si immatricolano, e sedici su cento decidono di abbandonare gli studi nel corso del primo anno. È il 21% la media dei laureati in Italia, a fronte del 39% della media dei Paesi dell’Ocse: in altre parole, siano in fondo alla classifica insieme a Turchia e Repubblica Ceca.

L’età media dei laureati sfiora i 25,5 anni per i laureati di primo livello e i 27,8 per i magistrali. 41 laureati triennali su 100 terminano gli studi in corso, con una percentuale ancora più alta – pari al 52% – nel biennio specialistico. Nelle lauree magistrali a ciclo unico, invece, la situazione si fa più difficile: sono solo 34 su 100 i regolari.

I corsi che formano per una professione specifica sono quelli che spingono a raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile. Tra i più motivati, gli aspiranti radiologi, infermieri e ostetrici, mentre nelle facoltà giuridiche e geo-biologiche si registrano valori molto più bassi.

Il voto medio della laurea è 102,4 su 110 nel 2013, anche se varia molto a seconda dei corsi. Le donne rimangono più brillanti dei colleghi maschi, anche se permangono le difficoltà di genere nell’inserimento lavorativo. Sempre di più quelli disposti a trasferirsi all’estero: in primis laureati in lingue, architetti e ingegneri.

(fonte: La Repubblica)

 

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