in

Rapporto Inps 2017, gli immigrati salvano all’Italia: “Servono per pensioni e occupazione”

L’occupazione sembra crescere ma il sistema pensionistico rischia di non farcela e implodere. Lo rileva l’ultimo rapporto Inps del 2017. Il numero dei lavoratori a tempo indeterminato è sceso e sono aumentati i contratti a tempo determinato. Pochi e spesso “nascosti” sono ancora i lavoratori della Gig economy. Per intendersi, i fattorini delle piattaforme di food delivery che consegnano il cibo a casa. E se è in crescita l’ammontare dei contributi versati e accertati, sta salendo a ritmo deciso la spesa di tipo assistenziale. Ma il problema riguarda le pensioni: il sistema pensionistico rischia di non farcela in un prossimo futuro. Pochi giovani al lavoro e troppi anziani in pensione. I contributi dei primi non ce la farebbero a pagare le pensioni dei secondi, tra l’altro più sostanziose perché calcolate con il sistema retributivo o misto.

Leggi anche: Tutte le news sulle pensioni 2018 con UrbanPost

Pensioni, l’Italia ha bisogno degli immigrati secondo l’Inps: ecco perché

Un’equilibrio del sistema previdenziale che secondo i dati dell’Inps potrebbe essere raggiunto solo attraverso il contributi del lavoro degli immigrati. Parole che non faranno piacere al ministro Salvini. E ancora, l’Italia sta invecchiando e gli italiani fanno pochi figli. Un problema non di poco conto sull’equilibrio del sistema pensionistico pubblico. Tant’è che le riforme delle pensioni realizzate a partire dall’inizio degli anni ’90 hanno avuto come obiettivo quello di adattare il sistema a questi cambiamenti. Ma ciò che è stato fatto non basta. Per mantenere il rapporto tra chi percepisce una pensione e chi lavora su livelli sostenibili, scrive l’Inps, è cruciale aumentare il numero di immigrati che lavorano nel nostro Paese. Anche perché solo il 4,1% delle pensioni vigenti oggi sono prestazioni liquidate interamente con il sistema contributivo e il 13,6% con il sistema misto. La maggior parte sono ancora con il retributivo, molto “più caro” per chi lavora e insostenibile se i contribuiti previdenziali che entrano nel sistema sono esigui.Assegno di disoccupazione ASDI 2018

Rapporto Inps 2017, i numeri dell’occupazione

Nel 2017 l’occupazione – altro capitolo – ha continuato a crescere, confermando il trend degli ultimi anni, da quando sul finire del 2013 il numero degli occupati ha toccato il minimo post 2007. Il recupero iniziato nel 2014 ha consentito, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, di ritornare a un livello di occupati analogo a quello del primo semestre 2008, grazie esclusivamente alla performance dell’occupazione dipendente. Il numero complessivo degli assicurati Inps è risultato nel 2017 pari a 25.138 milioni di lavoratori, lo 0,3% in meno rispetto al 2016. Una contrazione che dipende dalla conclusione, nel marzo 2017, della vecchia regolazione delle prestazioni occasionali tramite voucher. Al netto delle posizioni a voucher si registrano, per le altre categorie, trend di incremento. Particolarmente dinamica è risultata l’area dei lavoratori dipendenti privati extra-agricoli. La loro crescita risulta superiore al 4% secondo il dato annuale (hanno superato ampiamente i 15 milioni). Continuano a scendere invece il numero di lavoratori indipendenti. S’è ristretto a 13,8 milioni (dai 14,1) il numero dei lavoratori a tempo indeterminato, mentre è salita l’occupazione a termine passando da 3,7 milioni a 4,6 milioni. E c’è da dire che molti rapporti oggi inquadrati con contratti a termine erano un tempo pagati con voucher.

Concorso Inps 2018 bando 967 funzionari

Chi è Francesca Sofia Novello, la nuova fidanzata di Valentino Rossi: “Lui ha perso la testa”

Assunzioni Fiat 2018, ecco tutte le offerte di lavoro attive: requisiti, come candidarsi e info utili (GUIDA COMPLETA)