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Ravenna: prete ubriaco al volante causa un incidente

Purtroppo succede spesso: un pranzo, una cena accompagnata da abbondanti libagioni e poi ci si siede in macchina per guidare. E il rischio di incidenti è elevatissimo. Capita anche se non dovrebbe. A Ravenna però la fantasia ha superato la realtà.

incidente

Nella notte tra sabato e domenica la Polizia Stradale di Ravenna viene chiamata per effettuare i rilievi su un incidente occorso sull’autostrada A14 proprio all’altezza del capoluogo romagnolo. Per fortuna non ci sono feriti, ma solo un grande spavento per il conducente di una vecchia Fiat Punto che è andata a schiantarsi contro la parte posteriore di un autoarticolato dell’est Europa. La vetturetta è seriamente danneggiata nella parte anteriore, ma gli agenti restano basiti quando appurano che alla guida dell’utilitaria c’era un parroco.

Ma le sorprese per gli agenti non sono finite. Alla richiesta di esibire i documenti il prete si è inalberato mostrando l’intenzione di salire a bordo della macchina per ripartire. Operazione resta impossibile dalle condizioni dell’auto uscito completamente distrutta dal sinistro. A quel punto i poliziotti hanno chiesto al ‘curato di sottoporsi al test dell’etilometro che ha fatto registrare un tasso alcolemico che superava del doppio il limite consentito. Insomma: il prete era letteralmente ubriaco e di lui si occuperà l’Autorità Giudiziaria.

La patente del parroco è stata ritirata e l’auto rimossa dal carro attrezzi. Nei giorni delle festività pasquali, evidentemente il ‘Don’ di Ravenna aveva festeggiato la Resurrezione di Cristo con fiumi di Sangiovese. Adesso speriamo che si confessi!

Written by Fabrizio Pucci

Fabrizio Pucci nasce nel 1970 a Livorno, città dove risiede. Nel 1984 pubblica il primo articolo, la presentazione della partita di calcio Livorno-Ancona. Dopo il Liceo inizia una serie di collaborazioni con radio e tv che con gli anni lo porteranno fino a Tele+ e Sportmediaset. Attualmente collabora con Il Tirreno di Livorno. Appassionato di Sport, non si perde una partita del 'suo' Livorno per lavoro, ma anche per amore della maglia amaranto. Pessimista di natura, perché è sempre meglio prepararsi al peggio per poi festeggiare il meglio.

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