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Recensione negativa al Caffè Zucchi di Monza, la risposta omofoba del gestore infuria il web

Una recensione negativa di un famoso bar lasciata su Google vale una valanga di insulti da parte del gestore. E come se non bastasse, si tratta di insulti omofobi. Succede anche questo nell’Italia del 2019, un episodio grave, purtroppo nemmeno isolato, che tuttavia merita di essere raccontato e condannato. I fatti: Matteo Brambilla, 35enne di Ceriano Laghetto, decide di concedersi un aperitivo in un bar monzese, nella centralissima piazza San Paolo, insieme al suo compagno. Il trattamento ricevuto da parte del gestore del bar e da un collaboratore dello stesso, a detta del cliente, è pessimo e Matteo decide di lasciare una recensione negativa su Google: «Del locale salvo solo la location». E infatti la location è perfetta: centralissimo e con dei tavoli all’esterno per godersi caffè e aperitivo il Caffè Zucchi di Monza sfrutta sicuramente la cosiddetta “rendita di posizione” perché il trattamento che riserva ai propri avventori, a giudicare da quanto accaduto, è tutt’altro che lodevole. «I gay mi fanno rigurgitare» è l’insulto ricevuto dall’uomo da parte del gestore del bar che lo ha rintracciato su Facebook: la conversazione è stata poi resa pubblica da un’amica di Matteo. Da qui la storia è diventata virale, inondando di commenti feroci il motore di ricerca per eccellenza, Google.

commento omofobo al caffè zucchi di monza

Non è più tempo per gli intolleranti, se dovessimo immaginare un mondo migliore di quello attuale metteremmo al rogo l’esclusione, la discriminazione e l’accanimento guidati da ignoranza culturale. La storia di Matteo Brambilla è un pretesto, la ricerca dell’uguaglianza è l’obiettivo (e sogno, agognato). Il gestore del Caffè Zucchi di Monza è stato criticato da un avventore, Matteo, appunto, e il motivo era semplice: scarsa gentilezza dimostrata durante il servizio. Matteo decide di recensire il locale negativamente e lo fa, da vero signore, con garbo ed educazione a fronte del trattamento ridicolo ricevuto in cambio dell’ordinazione di uno Spritz. La critica di Matteo è articolata in quattro punti: 1) la scelta del tavolo all’interno del locale – semivuoto – è stata imposta dal gestore; 2) Un servizio reso in modo poco garbato dal cameriere («I mancati “grazie” e “prego” sono qualcosa che non tollero proprio», scrive Matteo); 3) i collaboratori del locale non sono da meno «Nemmeno un “buongiorno o arrivederci” da parte del collega a cui abbiamo pagato il conto»; e, dulcis in fundo: «Sette euro per uno spritz a Monza, direi che è eccessivo». 

Caffé Zucchi a Monza, fa recensione negativa su Google, gestore lo rintraccia e lo insulta: “Non tollero culattoni e froci”

La risposta del gestore e l’insulto omofobo

La risposta del gestore non tarda ad arrivare e si scaglia, durissima, nella casella di posta Facebook di Matteo. «Io sottoscritto titolare di questa attività non ho alcun obbligo formale di augurare “buongiorno” o “arrivederci” a nessuno che lo meriti davvero […] non tollero i culattoni froci e simili […] mi fanno letteralmente rivoltare, rigurgitare […]». Occorre ovviamente essere più tolleranti del gestore del bar e perdonare l’italiano precario con il quale lo stesso ha deciso di insultare Matteo Brambilla, e noi lo saremo. Concentriamoci quindi sulla collera dei Sentinelli di Milano, un gruppo spontaneo nato per denunciare le violenze di genere e non solo, scaturita subito dopo la pubblicazione da parte di un’amica di Matteo del messaggio omofobo ricevuto dal giovane. Scrivono i Sentinelli sulla loro pagina Facebook «Invitiamo con tanto amore a boicottare questo locale». Il web è concorde e profondamente indignato e da giorni il caffè è ripagato con la stessa moneta offerta. Sebbene non possa essere condivisa nemmeno l’istigazione al boicottaggio di un’attività commerciale, è pur vero che le pessime abitudini, totalmente condannabili, del gestore del Caffé Zucchi difficilmente ne garantiranno una clientela soddisfatta, almeno non nell’era dell’espressione del “non convenzionale”. Basta, infatti, scorrere le recensioni del locale postate anche nelle settimane precedenti all’episodio per imbattersi in altre risposte scioccanti date dall’uomo ai clienti insoddisfatti: «Forse dall’estero non si sa cos’è un cappuccino – aveva scritto, ad esempio, in una replica che è stata condivisa oggi sulla pagina Facebook dei Sentinelli – Certi stranieri se ne stiano a casa loro che è meglio, ne abbiamo già troppi di stranieri inutili». 

Recensione negativa al Caffè Zucchi di Monza: lo denuncerò

Matteo, che lavora per una multinazionale londinese, intende sporgere denuncia per l’attacco subito. Lo riporta il Corriere della Sera, che lo ha sentito telefonicamente da Londra, nelle pagine milanesi: «Lo farò appena tornato in Italia. È mia abitudine recensire su Google, ho contestato cortesia e prezzi. E poi mi arrivano parole ben calibrate sulla mia omosessualità. La cosa che più mi ha colpito è che mi ha rintracciato senza conoscermi: ha indagato sulla mia vita privata per insultarmi».

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