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Reddito di cittadinanza o lavoro di cittadinanza? Grillo vs Renzi, ecco proposte e differenze

Reddito di cittadinanza o lavoro di cittadinanza? Grillo vs Renzi, quanto costa?

Il piano di lotta alla povertà che domani dovrebbe essere approvato dal Senato in via definitiva, vale circa 1,8 miliardi di euro, sufficienti per erogare fino a 400 euro al mese all’85% delle famiglie con un reddito inferiore a 3.000euro annui. Il programma di Matteo Renzi prevede di ampliare la platea dei possibili beneficiari del sostegno economico previsto dalla legge delega trasformandolo in “Reddito d’inserimento”. Di questo beneficio ne usufruirebbero i soggetti con redditi inferiori a 8.000 euro l’anno. Il programma costerebbe 4,5 miliardi ogni anno e garantirebbe circa 500 euro al mese a poveri e disoccupati. Mentre la proposta del Movimento 5 Stelle, contenuta nel disegno di legge n 1148, prevede fino a 780 euro mensili per un massimo di 37.440 nel caso di famiglie numerose.

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Reddito di cittadinanza o lavoro di cittadinanza? Grillo vs Renzi, proposte e differenze

La portata di questo istituto è stimato dall’Istat pari a circa 15 miliardi di euro ogni anno. Con il reddito di cittadinanza previsto dal M5S, il soggetto beneficiario del sussidio deve iscriversi al centro per l’impiego. Mentre il “lavoro di cittadinanza” del programma renziano prevede un inserimento immediato nel modo del lavoro con l’obiettivo di rilanciare il welfare italiano e garantire un’entrata minima a i soggetti più deboli. Il sussidio verrebbe erogato in quanto lavoratori, il diritto tutelato sarebbe quello al lavoro per cui tutti devono essere messi in condizione di poterlo svolgere. Come di recente spiegato dallo stesso Renzi durante il suo intervento come ospite della trasmissione di Rai Tre Che tempo che fa: “Garantire uno stipendio a tutti non risponde all’art. 1 della Costituzione, che parla di lavoro, non di stipendio. Il lavoro non è solo lo stipendio, ma anche dignità”.

Reddito di cittadinanza o lavoro di cittadinanza? Grillo vs Renzi, le critiche

Il vicepresidente alla Camera, Luigi Di Maio, ha spiegato: “Matteo Renzi non ha ancora capito la portata della batosta di dicembre. Prende il reddito cittadinanza, la nostra proposta, e la sostituisce con lavoro cittadinanza. Queste sono solo operazioni di Marketing politico che lo continuano a danneggiare, i cittadini lo hanno capito”. Anche se il punto di partenza tra le due proposte partono da un presupposto comune: uno stato sociale che garantisca un livello minimo di sussistenza a tutti, gli attacchi a Renzi arrivano da tutte le parti. Da destra Maria Stella Gelmini di Forza Italia aggiunge: “Parla Renzi o Crozza?”, mentre Pippo Civati replica: “Il lavoro di cittadinanza? Un’idea di Berlusconi”. In ultimo Cesare Damiano, esponente della minoranza del Pd che ha presieduto la Commissione Lavoro alla Camera: “Il lavoro di cittadinanza non sappiamo cosa sia. I giovani avranno bisogno della pensione di cittadinanza”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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