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Reddito di cittadinanza 2019, cosa avviene se non si spende l’intero assegno mensile

I primi accrediti sono arrivati, ma sono ancora tanti i dubbi legati al reddito di cittadinanza, tra questi quello che sembra maggiormente preoccupare i beneficiari è cosa succede se l’intero importo caricato sulla card non viene speso nel corso del mese? O meglio cosa accade a quei soldi che non vengono utilizzati? Domande legittime, a cui diversi quotidiani, in primis “Il Sole 24 ore”, hanno cercato di rispondere per soddisfare la curiosità di coloro che hanno percepito l’agognato reddito di cittadinanza. 

Reddito di cittadinanza 2019: cosa avviene se non si spende l’intero assegno mensile

Il decretone prevede che il sussidio sia «ordinariamente fruito entro il mese successivo a quello di erogazione». Ci si aspetta però un decreto del ministero del Lavoro per le specifiche del caso: il provvedimento dovrà arrivare entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto, ma fino ad allora non ci saranno decurtazioni delle somme non spese. E poi? Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 ore”, che riporta pure un caso concreto, la somma del reddito di cittadinanza non spesa o non prelevata verrà sottratta nel mese successivo, ma per un importo non superiore al 20% del totale. Ad esempio: se il beneficiario riceve 700 euro al mese, e non ne spende 200, nel mese successivo la decurtazione sarà al massimo di 140 euro, ovvero il 20% della cifra ricevuta (700 euro). Nel modulo da presentare per richiedere il reddito di cittadinanza, però la dicitura è diversa: in quel caso viene illustrato che il beneficio va speso in toto, «pena la sottrazione del 20% del beneficio non speso o non prelevato». Dunque, la decurtazione effettiva è 20% dei 200 euro non spesi (e non dei 700 totali ricevuti), ossia 40 euro, tenendo in esame sempre il medesimo esempio e modulo. Ovviamente tale dicitura è meno penalizzante rispetto a quella del decreto.

Reddito di cittadinanza: ulteriori chiarimenti dell’Inps

Infine “Il Sole 24 ore” ha riportato anche un altro chiarimento sull’argomento da parte dell’Inps, secondo cui «l’ammontare del beneficio non speso o non prelevato, ad eccezione di arretrati, sia sottratto, nei limiti del 20% del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso. Quindi la norma fa riferimento a un taglio non superiore all’importo del beneficio non speso, taglio che non può, inoltre, superare il 20% della somma erogata nel mese in cui avviene la decurtazione». 

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