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Reddito di cittadinanza 2019, l’allarme di un imprenditore: «Per colpa del ‘reddito grillino’ non trovo più chi vuole lavorare!»

Da mesi non si fa altro che parlare in Italia del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle in campagna elettorale, provvedimento urgente del governo giallo-verde pensato per contrastare la povertà. Ieri è stata la prima giornata utile per presentare la richiesta che può essere inoltrata alle Poste, ai Caf e online se si dispone dello Spid, il codice per l’identità digitale, e secondo le stime sono state 44mila le domande fatte. Una misura quella del reddito di cittadinanza che ha spaccato in due l’opinione pubblica, divisa tra favorevoli e contrari. 

Bachisio Ledda: «Per colpa del ‘reddito grillino’ non trovo più chi vuole lavorare!»

Tra questi c’è Bachisio Ledda, fondatore e presidente di Mail Express Group, società di consegna postale e istituto di pagamento per bollettini, Mav e Rav, famoso per aver partecipato al programma di Rai 2 Boss in Incognito, basato sul format di origine britannico Undercover Boss, in onda in Italia sulle reti Discovery. L’imprenditore ha spiegato, infatti, le sue perplessità sul provvedimento: «Per colpa del ‘reddito grillino’ non trovo più chi vuole lavorare, c’è il rischio concreto che siano disertati i colloqui di lavoro!». Sempre Bachisio Ledda, le cui parole sono state raccolte da Adnkronos, ha chiarito il perché di tanta ostilità nei confronti della misura anti povertà che rende orgoglioso il Ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio: «Con questo provvedimento così non c’è più convenienza a cercare un impiego. Il timore concreto è che i famosi 780 euro (contributo massimo previsto) portino in dote un effetto dissuasivo nella ricerca di lavoro. Soprattutto nei lavori a basso reddito. Il rischio è che si disincentivi la ricerca, come per gli impieghi part-time! Oggi un lavoratore con questo tipo di impegno porta a casa circa 700 euro al mese. Chissà, forse con il reddito garantito preferirà restarsene a casa a fare qualche lavoretto pagato in contanti», ha concluso l’imprenditore e diciamo che non è il solo a pensarla così.

Alessio Rossi: «Non serve a niente, è un reddito da divano!»

Tempo fa anche Alessio Rossi, presidente dei Giovani di Confindustria, intervenendo ai microfoni dell’emittente universitaria Radio Cusano Campus ha stroncato il reddito di cittadinanza: «Non serve a niente, è un reddito da divano. I soldi saranno spesi per comprare merci di fascia bassa provenienti dall’estero e il nostro pil non ne beneficerà». Lo stesso Alessio Rossi aveva puntato il dito contro i provvedimenti portati avanti dall’attuale governo: «È un Paese che si è dimenticato dei doveri, questo governo ha messo in campo solo misure di assistenzialismo. Noi siamo i primi a comprendere la situazione e pensano che le persone in difficoltà vadano supportate. Ma il reddito di cittadinanza non serve a niente, perché non è un reddito universale, è un reddito che viene dato ad alcune persone, stranieri inclusi, e non è che aiuta a trovare lavoro. Il fine è nobile e lo condividiamo, lo strumento non funziona!». Bisognerà attendere le prossime settimane per capire chi ha torto e chi ha ragione.

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