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Reddito di cittadinanza 2019, le perplessità degli Italiani: «Non conviene, meglio continuare a lavorare in nero!»

Sono quasi 500 mila le domande presentate alle Poste, ai Caf e online per richiedere il reddito di cittadinanza, il provvedimento pensato per contrastare la povertà nel nostro paese, tra le priorità del governo giallo-verde. Come è facile prevedere alcune domande, come avvenuto in passato per il reddito di inclusione, saranno respinte, proprio perché toccherà all’Inps verificare i requisiti. Le regioni che hanno inoltrato più richieste sono state finora Campania, Lombardia, Sicilia, Lazio e Piemonte ed è inutile dire che tale elenco ha stupito alcuni e fatto storcere il naso ad altri.

Reddito di cittadinanza: non sono pochi purtroppo i lavoratori in nero, che preferiscono «restare invisibili»

In realtà non è un risultato sorprendente, proprio perché c’è una parte dell’Italia povera che, pur avendo i requisiti, non farà richiesta del reddito di cittadinanza. Secondo alcune testimonianze raccolte in giro tra i vari Caf italiani, non sono pochi purtroppo i lavoratori in nero, che preferiscono «restare invisibili» piuttosto che rinunciare alle esenzioni di cui già godono. La storia di Manuela, pubblicata su Linkiesta, è simile a tante altre, non è un caso isolato: ha 50 anni, fa la commessa in un negozio del Sud Italia e ha capito, calcolatrice alla mano, assieme al marito che il reddito di cittadinanza non le conviene intascarlo«Ma saremmo pazzi a chiedere il reddito. Per 780 euro al massimo, ci attiriamo i controlli dell’Agenzia delle entrate, con il rischio dover rinunciare a una serie di esenzioni e agevolazioni che ci fanno comodo!». La sfiducia è nell’aria, un malessere generale: «A 50 anni che lavoro vuoi che mi troveranno al centro per l’impiego?», ha affermato Manuela a Linkiesta, spiegando che lei avrebbe tutte le carte in regola per ottenere il sussidio: entrata non dichiarata di 600 euro al mese, assegno di invalidità del marito da 650 euro, un Isee di famiglia che sfiora i 6mila euro scarsi, ma che non è intenzionata a presentare la domanda. «Se mi assumessero con uno stipendio decente, allora sarebbe conveniente. Ma con gli stipendi che ti offrono in Italia, che ci devo fare? Oggi, lavorando in nero, ho pure l’esenzione del ticket per gli esami medici e gli sconti sulle bollette. Se faccio domanda per il reddito di cittadinanza, magari devo pure rinunciarci. Anche perché si parla di 780 euro massimi al mese, ma mica daranno a tutti l’assegno completo!», ha affermato Manuela, che ha poi concluso: «Mi tengo i miei 600 euro in nero e amen. Tanto, dopo tutti questi anni senza contratto, che pensione avrò mai?».

La storia di Manuela, una vicenda uguale a tante altre

Le perplessità della 50enne, una tra le tante storie made in Italy, non sono prive di fondamento: secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio effettivamente solo il 5% dei beneficiari del reddito avrà un assegno totale superiore ai 6mila euro l’anno. Manuela non è la sola e la conferma arriva proprio dai Caf: tanti italiani preferiscono continuare a godere dei vecchi bonus pensati per i poveri, piuttosto che «accendere la luce del Fisco». Questo spiegherebbe perché soprattutto in alcune regioni l’assalto agli sportelli non c’è stato, la ressa che Luigi Di Maio aveva paventato da tempo non è avvenuta. Una clamorosa débâcle? No, però la drastica riduzione dei navigator, le figure che dovrebbero aiutare i beneficiari a rientrate nel mercato del lavoro, fa pensare ed è forse l’ennesimo passo indietro. In conclusione? Alcuni cittadini, pur avendo bisogno del reddito di cittadinanza, se ne terrebbero alla larga per timore di controlli da parte dell’Inps, Ispettorato del Lavoro, Agenzia delle entrate e Comuni.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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