in

Reddito di cittadinanza tra criticità e paletti: perché alcune richieste potrebbero essere respinte

Per fare un bilancio è ancora presto, soltanto il prossimo 15 aprile l’Inps riuscirà dare i primi dati su quante richieste per il reddito di cittadinanza sono state approvate e quante rigettate. Inutile fare delle stime e azzardare dei numeri, possiamo soltanto valutare le varie criticità e i motivi per cui alcune domande saranno respinte. Ce ne sono diverse: dagli indicatori patrimoniali al requisito dei 10 anni di residenza, di cui due continuativi, dalle auto intestate al possesso di immobili all’estero.

Reddito di cittadinanza: paletti, criticità e possibili stop

Allora con certezza possiamo dire che finora sono state presentate oltre 600mila domande per ottenere il reddito di cittadinanza. Parliamo di 192.310 domande presso gli uffici postali e online, sul sito del governo, alle quale vanno sommate le 420 mila ai Caf, per un totale di 612.310 moduli. In termini più specifici, si tratta del 47%, quasi la metà della platea che avrebbe potuto farne richiesta, e che per il governo giallo-verde era 1 milione e 300 mila famiglie, ossia il doppio delle richieste già presentate. Saranno tutte approvate? Difficile crederlo, considerando che diversi stop erano arrivati già quando c’era il reddito di inclusione e prendendo in esame i tanti paletti del reddito di cittadinanza non è difficile pensare che pure stavolta i rigetti purtroppo saranno parecchi.

Requisiti che mettono in allarme: dall’automobile alla nuova stretta ai genitori separati

Tra i requisiti che mettono maggiormente in allarme gli aspiranti beneficiari il vincolo dell’automobile. Nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo, o avere la piena disponibilità di auto immatricolate nei sei mesi antecedenti la richiesta, o di macchine oltre i 1.600 di cilindrata o moto di oltre 250 di cilindrata immatricolate nei due anni antecedenti, fatta eccezione per quelle per disabili, o di navi e imbarcazioni da diporto. Una sorpresa amara arriverebbe poi dal reddito familiare, che deve essere inferiore alla soglia di 6mila euro annui, che va moltiplicata per la scala di equivalenza a seconda del numero dei componenti. Questo requisito, infatti, viene elaborato successivamente dall’Inps e non è esplicitamente indicato nell’attestazione Isee, che ricordiamo deve essere sotto i 9.360 euro. Altre criticità arrivano dalle nuove misure modificate in Parlamento, come l’estensione del limite di 30mila euro al possesso del patrimonio immobiliare all’estero, l’attestazione della situazione economico-patrimoniale per gli extracomunitari nel Paese d’origine, senza contar la nuova stretta per i genitori separati. 

leggi anche l’articolo —> Reddito di cittadinanza, oltre 600mila richieste: chi ha presentato la domanda rischia di essere richiamato

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Briga, intervista bomba: «Il sesso? Tante avances, anche da Vip e uomini»

Stefano De Martino gossip: diventa attore nel cast di Don Matteo