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Reddito di cittadinanza, call center di Milano non trova dipendenti: «Colpa del sussidio e del modello Ferragni!»

Un call center di Milano cerca dipendenti a cui offrire 1200 euro al mese, ma non trova nessuno disposto ad andare. Un caso questo che sembra di gran lunga simile ad altri denunciati in questi giorni – basti pensare al gestore di un bar in Campania che nonostante gli annunci non è riuscito a trovare il personale richiesto. La vicenda milanese è stata riportata da Il Corriere della sera e ha già suscitato parecchie polemiche sui social: come accaduto per le parole del sindaco di Gabicce non sono mancati, infatti, commenti negativi e frasi di dissenso. Per molti utenti non è giusto puntare il dito contro il reddito di cittadinanza se non si trovano dipendenti, ma bisogna riflettere sul tema dello sfruttamento e le sue problematiche. Un esempio? Le paghe basse. Bisogna tener conto però anche del rovescio della medaglia: ossia chi vuole guadagnare tanto e subito, pur non avendo esperienza alle spalle. Ma andiamo con ordine.

Reddito di cittadinanza, call center di Milano non trova dipendenti: «Colpa del sussidio e del modello Ferragni!»

Il call center, alla ricerca di personale nel milanese, non è di quelli classici che offrono promozioni telefoniche, ma si occupa di gestione e recupero crediti societari. In virtù di questo per lavorarci è necessaria una laurea in materie giuridiche o economiche, oltre che ottime capacità relazionali. Si tratta della Goodman & Marshall, una società che oggi su venti postazioni ne ha dieci vuote. Come mai? L’amministratore delegato, Riccardo Terrana, non riesce a trovare impiegati. Quali sono le condizioni per lavorare nella società? Novecento euro netti il primo mese e mille e duecento già al quarto mese con assunzione a tempo indeterminato. Ai colloqui però non si presenta nessuno. La ragione principale sarebbe la sede di lavoro che è a Corsico, che dista dal centro di Milano dieci chilometri (parliamo di un tempo di percorrenza di circa 30 minuti!). In tanti contattati telefonicamente avrebbero rifiutato l’offerta di lavoro perché «lontana da casa».

«Pensano di poter fare subito carriera senza sapere nulla del lavoro!», le parole dell’amministratore delegato della Goodman & Marshall

Ma non è finita qui, secondo Riccardo Terrana anche il sussidio pentastellato c’entra in tutta questa faccenda: «Probabilmente non hanno bisogno di lavorare o pensano che possano ottenere qualche sostentamento da parte del Governo. Abbiamo il problema opposto a quello di Palermo e pur offrendo stipendi più alti e mansioni diverse rispetto a un normale call center non riusciamo a trovare lavoratori». Il contratto proposto per lavorare anche alla Goodman & Marshall prevede anche la quattordicesima. Tra coloro che hanno rifiutato l’offerta ci sarebbero soprattutto neolaureati che chiedevano una mansione dirigenziale già al primo incarico, benché manchevoli di esperienza. «In genere provengono da università prestigiose. Pensano di poter fare subito carriera senza sapere nulla del lavoro. È un’aspirazione legittima ma bisogna considerare anche che Milano ha lo stesso numero di avvocati presenti in tutta la Francia. Altri si presentano qui con l’idea di lavoro diffusasi con Chiara Ferragni, ossia fare un non lavoro e guadagnare molto. Al di là se possa essere o meno definito un lavoro, non so nemmeno se hanno le sue capacità per farlo», ha concluso l’amministratore delegato. Chissà forse qualcuno, dopo la pubblicazione dell’articolo, si farà avanti. Quel che è certo non mancheranno altre polemiche.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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