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Reddito di cittadinanza, come rifiutare il sussidio: boom di rinunce nel Savonese

In queste settimane si è parlato a lungo di come si perde il reddito di cittadinanza, poco invece si è detto su cosa occorre fare nel caso in cui si voglia rinunciare spontaneamente al beneficio. Perché perdere il sussidio? Beh, sono arrivate le prime risposte dell’Inps e non sono poche le persone deluse dall’importo troppo basso. L’assegno mensile del Governo giallo-verde comporta, infatti, una serie di doveri, come l’avvio di un percorso di reinserimento lavorativo nei centri per l’impiego. A chi ha ottenuto un assegno non superiore ai 50 euro, il gioco pare non valere la candela. Un fenomeno questo che si sta verificando in tutt’Italia, soprattutto a Savona, ma di questo parleremo a breve.

Reddito di cittadinanza: come rinunciare

Aderire al reddito di cittadinanza, come dicevamo, comporta il rispetto di diversi doveri, tra cui: siglare un Patto per il Lavoro con il centro per l’impiego, con l’obbligo di impegnarsi nella ricerca di un lavoro e di frequentare specifici corsi di formazione e di dare la propria disponibilità per la partecipazione a progetti utili alla collettività per un numero non inferiore ad 8 ore settimanali. Capirete dunque che per qualcuno davvero può non valere la pena. Chi desidera rinunciare cosa deve fare dunque? Al momento la prassi prevede di mettere per iscritto il documento di rinuncia, per poi essere protocollato. In realtà ancora non si sa se tale pratica basti: se sia possibile e quali siano le conseguenze. Toccherà al Governo, che forse non si aspettava che ci fossero dei rinunciatari, dare ulteriori chiarimenti. Ad oggi l’Inps si limiterà soltanto a ricevere e protocollare la richiesta del singolo utente.

Reddito di cittadinanza: raffica di rinunce a Savona e provincia

Come riportato da Il Secolo XIX proprio a Savona, dove il numero dei richiedenti era stato molto alto. Davvero un boom, ma purtroppo i 780 euro sognati da tutti, spettavano a pochi. In Liguria sono state presentate, attraverso Inps, Caf e Poste, circa 18.862 domande, ma ne sono state accolte più o meno la metà, 9.522. In particolare nel Savonese sono state poco più di tremila le domande spedite e 1.545 quelle accolte. Come ha affermato Roberta Ranzato, responsabile del Caf Cgil: «Diverse famiglie, che si erano rivolte a noi per la pratica, si lamentano per l’entità dell’importo. In caso ci siano dubbi sulla correttezza dell’erogazione, consigliamo loro di rivolgersi all’Inps che, in alcuni casi, invita a effettuare un nuovo Isee corrente, in caso la situazione economica sia ulteriormente mutata incidendo, così, sull’importo mensile».

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